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 1915  gennaio 17 Domenica calendario

Noterelle teatrali

La figlia è il titolo di un nuovo dramma in tre atti del giovine scrittore bolognese Lorenzo Ruggi, rappresentato con successo al Manzoni di Milano dalla compagnia Talli. Si tratta di un dramma famigliare, di un’altra variazione sul tema adulterio in un ambiente borghese o più precisamente nella famiglia d’un professore di liceo. Un po’ di Tristi amori, un po’ di Disonesti, un po’ di Odette, con molta abilità, con molta forza drammatica e molta scioltezza, nel dialogo e nella sceneggiatura. Lorenzo Ruggi possiede bellissime qualità di autore drammatico, alle quali il pubblico milanese e la critica hanno reso il dovuto omaggio. Gli manca ancora originalità dello spunto e delle situazioni. La Figlia è un’ottima esercitazione sopra un vecchio motivo, ma tutto dà a sperare che il giovine autore saprà in una prossima occasione applicare la sua indiscutibile perizia teatrale a motivi più peregrini e a personaggi meno conosciuti, e il suo successo sarà allora completo. La commedia fu interpretata con molta efficacia da Maria Melato, da Annibale Betrone e da Alberto Giovannini, ed ebbe la fortuna di parecchie repliche.  
Notte di Leggenda è l’opera nuova in un atto del maestro Alberto Franchetti su libretto di Forzano che va in scena alla Scala mentre questo numero va in macchina. Nel prossimo ne riferiremo l’esito. È questa la prima novità dell’attuale stagione della Scala, che s’è iniziata con l’Oro del Reno, al quale seguì il Rigoletto. Le due opere sono eseguite con ogni cura e hanno ottimi interpreti. Nella prima emergono il tenore De Giovanni e il baritono De Luca; nel Rigoletto la signora Graziella Pareto, il tenore Lazzaro e il baritono Galeffi. Ma la guerra ha allontanato il pubblico dal massimo teatro milanese e la Scala non è animata come nelle passate stagioni. Comunque, il Duca Visconti prosegue coraggiosamente nell’impresa ed è da augurare che anche il pubblico si svegli dall’apatia. Altra novità, dopo Notte di Leggenda, sarà la Fedra di Gabriele d’Annunzio musicata da Ildebrando Pizzetti, e sembra che questo avvenimento richiamerà il poeta in patria dopo una lunghissima assenza.