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 2007  aprile 17 Martedì calendario

Ieri sera, proprio mentre si stava svolgendo l’assemblea dei soci (Tronchetti assente per qualche linea di febbre), gli americani della At&t hanno annunciato di essersi ritirati dalla corsa per acquistare la Telecom

Ieri sera, proprio mentre si stava svolgendo l’assemblea dei soci (Tronchetti assente per qualche linea di febbre), gli americani della At&t hanno annunciato di essersi ritirati dalla corsa per acquistare la Telecom. «Ci sono state troppe proteste perché il progetto di assumere il controllo della compagnia risulti a questo punto realistico» dice un lancio d’agenzia statunitense che riflette il punto di vista di At&t. L’altro aspirante compratore, il messicano Carlos Slim, ha detto che non si ritira e continua la due diligence per perfezionare l’offerta sul 33 per cento di Olimpia da presentare il 30 aprile.

• Questa fuga degli americani è una buona notizia o una cattiva notizia?
Impossibile rispondere perché non sappiamo che cosa avrebbero fatto. Volevano capitalizzare l’azienda, investire sulla rete per renderla efficiente, comprare contenuti e trasmetterli sul web, rinforzare il centro di ricerche torinese (eccellenza assoluta), pagare i debiti, tagliare i rami secchi, smetterla con lo spionaggio? Allora è un peccato che se ne siano andati. Volevano solo realizzare un gigantesco moscone, comprando a poco prezzo un baraccone per farlo a pezzi e vendere a peso d’oro al miglior offerente le parti buone? In questo caso, li salutiamo con piacere.

• E il messicano?
Beh, le intenzioni del messicano sono più chiare, anche perché sappiamo come ha fatto i soldi (tanti soldi: è il secondo uomo più ricco della Terra). Slim vuole certamente prendere Telecom a due euro e nove per portarsi a casa Tim Brasil. L’assurdo è che se comprasse direttamente Tim Brasil spenderebbe tre volte tanto!

• Come mai?
Per il sistema delle scatole cinesi. Funziona così: io ho il 51 per cento di una certa azienda e lo sistemo in una società di cui vendo a un terzo il 49 per cento. Il nuovo 51 per cento che mi resta lo piazzo in una terza società di cui vendo il 49 per cento a un quarto socio. E così via. In pochi passaggi riduco il mio capitale di rischio a uno zero e qualcosa, ma, grazie a questo sistema detto delle "scatole cinesi", resto socio di maggioranza ovunque, e comando dappertutto. In questo modo però può benissimo capitare che un patrimonio posseduto dall’ultima società della catena valga più della frazione minima iniziale con cui controllo tutto. In Olimpia c’è solo il 18 per cento di Telecom, che grazie agli spezzettamenti fa maggioranza. Ma Tronchetti - come ha ricordato ancora ieri Beppe Grillo - controlla tutto il sistema con appena lo 0,6 iniziale. Un niente!

• Ma come può essere permessa una cosa simile?
È soprattutto grave che sia possibile quotare in Borsa queste scatole cinesi che stanno tra la frazione di capitale iniziale e il bene finale. In questo modo si tira dentro il popolo di Borsa, il cosiddetto, tristemente famoso, "parco buoi". Il parco buoi non è solo, per definizione, impreparato e disinformato. Ma, nei rari casi in cui ha un sussulto, la legge gli impedisce di organizzarsi. Beppe Grillo ha tentato di raccogliere le deleghe di altri azionisti Telecom, in modo da andare all’assemblea a nome di una parte significativa del capitale. Ma la Consob, cioè l’organismo che governa la Borsa, si è precipitata a scrivergli tre lettere per spiegargli che non può raccogliere nessuna delega: possono farlo solo gli intermediari finanziari o le associazioni composte da almeno 50 azionisti, ciascuno dei quali non abbia più dello 0,1 per cento con diritto di voto. Inoltre, bisogna essere autorizzati a raccogliere le deleghe dalla stessa Consob e per ottenere l’autorizzazione bisogna spiegare a che scopo si raccolgono le deleghe. Si deve anche dire, magari per sommi capi, che discorso si ha intenzione di pronunciare in assemblea. Perché se il discorso fosse di un certo tipo, la Consob non autorizzerebbe. La Consob non vuole turbative di Borsa. E magari ha anche ragione. Però questa capziosità combinata col sistema delle scatole cinesi produce, come è storicamente dimostrato, un solo effetto sicuro: manager disinvolti e azionisti che hanno impegnato poco denaro possono tranquillamente fare quello che vogliono anche se non benissimo intenzionati. Et absit iniuria verbis.

• Allora ’st’assemblea dei soci di ieri a che è servita? A niente?
A nominare il nuovo Consiglio d’Amministrazione (quello voluto da Tronchetti). Ad ascoltare le intemerate di Beppe Grillo («manager della Telecom, fate un favore alla patria, dimettetevi tutti»). E a prendere atto del punto 8 dell’ordine del giorno, nel quale i top manager dell’azienda manifestano l’intenzione di regalarsi - come stock option - fino a un massimo di 25 milioni di azioni gratuite.