Illustrazione Italiana, 17 gennaio 1915
Il decano degli artisti drammatici
È morto a Gualdo Tadino un umile e bravo attore, uno di quei vagabondi cittadini di Guittalemme, uno dei superstiti attori comici di istinto e di passione che, spesso famelici, ma sempre lieti, calcavano le tavole dei palcoscenici oscuri: aveva 90 anni e si chiamava Giovanni Aliprandi. Maravigliosa tempra di uomo, era vissuto fino agli ultimi suoi giorni con la gagliardia di un uomo giovane. L’Aliprandi fu ai suoi tempi – ricorda l’Arte Drammatica – un buon attore e sopratutto un bellissimo uomo; sposatosi giovane con Alfonsina Dominici, donna bellissima e buona attrice, formarono una coppia che rimase famosa per Tuffetto da cui erano legati. Fu capocomico per molti anni, sostenendo le parti di primo attore e sua moglie quelle di prima attrice, e l’esemplarità del padre di famiglia si rinnovò nell’uomo d’affari. Dalla felice unione nacque Emilia Aliprandi, eletta attrice, che cominciò le sue prime armi nella compagnia dei genitori, ben presto facendosi notare per il non comune talento; la giovane Emilia andò sposa a Vittorio Pieri ed allora i coniugi Aliprandi decisero di smettere la compagnia e dopo essere stati per qualche anno scritturati, lasciarono l’arte per ritirarsi a Gualdo Tadino, paesello dell’Umbria, dove, col frutto del loro lavoro di tanti anni, aveva l’ottimo attore acquistate delle terre. Ed il suo Gualdo Tadino l’egregio uomo più non lasciò: mortagli la moglie adorata, si diede tutto all’amministrazione del suo fondo c vi ha accudito fino all’ultimo con la svegliatezza e precisione di un uomo ancora giovane. Amato e rispettato, egli era fiero di dirsi il decano degli artisti drammatici.