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 1915  gennaio 10 Domenica calendario


La Grande Guerra

L’eroico sacrificio in Francia di Bruno Garibaldi e di 40 italianiMentre dal mare, dalla costa Belga alle Argonne, all’Alsazia, la lotta fra alleati e tedeschi dura accanita, con piccole alterne vicende, un’impresa eroica è stata compiuta con giovanile baldanza e sfortunata generosità dai garibaldini italiani.
II primo reggimento di marcia dei volontari italiani, formato di 2500 uomini, al comando del colonnello Peppino Garibaldi, ha ricevuto, sabato 26 dicembre, il battesimo del fuoco, e quale battesimo!...
Il reggimento, che si trovava nei boschi dell’Argonne, fu mandato nella posizione di Belle-Etoile a conquistare una trincea che il giorno prima i tedeschi avevano difeso con estrema violenza. L’assalto alla trincea, di forma semicircolare, fu iniziato all’alba del sabato dal battaglione, comandato dal maggiore Longo. Seguivano, per scaglioni, le altre compagnie.
L’avanzata fu protetta validamente dall’artiglieria francese retrostante. I tedeschi respinsero l’assalto con un violento fuoco di mitragliatrici. Poi uscirono per gruppi dalla trincea ed allora il combattimento alla baionetta divenne accanitissimo. I tedeschi di fronte all’irruenza degl’italiani, indietreggiarono, dopo una resistenza violenta.
Poco prima di mezzogiorno i garibaldini si spinsero alla destra della trincea nemica e stavano per occuparla, quando, con un enorme fragore, quella parte della trincea, lunga circa 500 metri, che i tedeschi avevano minata, saltò in aria. Molti garibaldini che già vi si trovavano, furono travolti dalle rovine. Il generale francese, che comandava l’azione, fece allora sospendere il combattimento e riunì il reggimento che rimase nelle posizioni conquistate.
Complessivamente il reggimento ebbe quaranta morti e circa centocinquanta feriti. I tedeschi subirono gravi perdite.
Fra i morti trovansi il tenente Bruno Garibaldi, terzo figlio del generale Picciotti Garibaldi, i tenenti Trombetta, Roberti e Muraccioli, gli aiutanti Borgnis e Fari, il caporale trombettiere Attilio Sesteri, il sergente Pezzeri. il caporale trombettiere Gilli, i soldati Baroletti, Murra, Cantoni, Croci, Marvigno, Ruggeri, Rainero, Usseglio, Bruna, Manetta, Cotrozzi, Savarino, Morelli, Piastrini, Bussonormi, Franza, Nunziata, Levi, Landini, Sekules.
Fra i feriti i tenenti Bazzi, Arieti, Fasani, Tocco, Stucchi.
Vi furono molti eroici episodi.
La salma di Bruno Garibaldi fu deposta in un piccolo cimitero nella foresta dell’Argonne, e mentre scriviamo, essa viaggia alla volta di Roma, dove sarà solennemente tumulata.
Bruno Garibaldi, bellissimo giovane, come Peppino, e come gli altri suoi cinque fratelli era accorso generosamente a servire la causa della Francia appena cominciate le ostilità. Egli non aveva che 26 anni: era venuto in Europa da Cuba, dove faceva ottimi affari in una grande industria zuccheriera. Buono, fiero, coraggioso aveva l’animo pronto ad ogni nobile ardimento, ed anche in America aveva dato prova del suo coraggio e della sua abnegazione.

578 000 soldati nemici e 8138 ufficiali prigionieri in Germania
Un telegramma ufficiale da Berlino, 1 gennaio, dice che la cifra totale dei prigionieri di guerra internati alla fine dell’anno 1914 in Germania, eccetto i prigionieri borghesi, ammonta a 8138 ufficiali e 578 000 soldati, non compresi i prigionieri fatti durante l’inseguimento nella Polonia russa, né quelli in viaggio verso i campi di internamento.
La cifra totale si scompone così:
Francesi: 3459 ufficiali (compresi 7 generali) e 215 000 soldati;
Russi: 3575 ufficiali (compresi 18 generali) e 306 000 soldati;
Belgi: 612 ufficiali (compresi 3 generali) e 36 852 soldati;
Inglesi: 493 ufficiali e 18 824 soldati.
Il numero complessivo di prigionieri che si trovano in Germania segna un aumento di 925 ufficiali e l51 841 soldati sulle cifre dell’ultima statistica comparsa il 6 novembre le quali davano 7213 ufficiali e 426 034 soldati.
La notizia diffusa a Copenaghen, proveniente pare dal ministro della guerra russo, che 11 040 ufficiali e 134 700 tedeschi si trovino prigionieri di guerra in Russia, è tale da indurre in errore. I russi hanno contato anche tutti i prigionieri borghesi arrestati ed internati al principio della guerra. Il numero dei prigionieri di guerra tedeschi in Russia si può tutt’al più calcolare al l5 per cento della cifra totale indicata e gran parte di questi prigionieri è caduta ferita nelle mani dei russi.

Il Papa e Guglielmo per i prigionieri invalidi
Fra il Papa Benedetto XV e l’ Imperatore Guglielmo sono stati scambiati questi telegrammi a favore dei prigionieri di guerra inabili al servizio militare :
«A S. M. Guglielmo II, Imperatore di Germania. – Fiducioso dei sentimenti di carità cristiana dei quali V. M. è animata, La preghiamo di voler ben chiudere quest’anno funesto ed inaugurare il nuovo con un atto di generosità sovrana, accogliendo la nostra proposta che tra le Nazioni belligeranti sia fatto lo scambio dei prigionieri ormai inabili al servizio militare. Firmato: Benedetto XV».
«A S. S. il Pontefice, Roma. – Ringraziandola del Suo telegramma, ho a cuore di assicurare V. S. che la Sua proposta tendente a mitigare la sorte dei prigionieri inabili a continuare il servizio militare, incontra la mia piena simpatia. I sentimenti di carità cristiana, ai quali si ispira tale proposta, rispondono interamente alle mie proprie convinzioni ed ai miei desideri. Firmato: Guglielmo».

I generali Moltke e Manteuffel
Il colonnello generale von Moltke, che al principio della guerra era capo dello Stato Maggiore generale tedesco e che, dopo l’insuccesso dell’avanzata in Francia, ammalò e fu sostituito dal generale e ministro per la guerra, Falkenhayn, è stato ora nominato capo dello Stato Maggiore immobile, per la durata della mobilitazione. Il generale di fanteria a disposizione, barone von Manteuffel, è stato esonerato dalle funzioni di capo dello Stato Maggiore immobile e nominato comandante del 16.0 corpo d’armata immobile.

La morte in battaglia di un figlio di Bethmann-Hollweg
Il Cancelliere tedesco Bethmann Hollweg è in lutto per la perdita di un figlio, che credevasi fosse stato fatto prigioniero dai russi. Tutte le ricerche fatte dalla sezione di Varsavia della Croce Rossa di Russia per trovare il corpo del figlio del Cancelliere sono riuscite vane. È certo che egli è caduto nel violento attacco ultimo dei tedeschi nella Bzura.
L’aviatore Hewlett salvo
Dopo il famoso raid aereo-marittimo degl’inglesi contro Cuxhaven, un comunicato dell’Ammiragliato inglese, in data 28 dicembre annunziò che «il capo squadriglia Francis F. T. Hewlett, era scomparso. La sua macchina era stata vista in pessime condizioni a circa otto miglia da Helgoland. La sorte di lui era sconosciuta».
Il 1° gennaio telegrammi dall’Olanda hanno segnalato l’approdo a Jjmuiden d’un vapore peschereccio olandese recante a bordo l’intrepido Hewlett. Egli ha raccontato che fu costretto a scendere nelle vicinanze di Helgoland per mancanza di benzina. Non si ebbero prima notizie di lui perché il vapore olandese, a causa del cattivo tempo, non potè, durante sette giorni, entrare in nessun porto.
Re Giorgio d’Inghilterra, appena ricevuta la buona notizia, ha telegrafato all’Hewlett così:
«Sono lieto di sapervi attualmente sano e salvo, e vi felicito cordialmente».


Tra Austriaci, Serbi e Montenegrini
Dopo la sosta accennata nel nostro ultimo numero, è ricominciata una certa attività nelle operazioni di questo settore. Tra il 27 ed il 28 dicembre i serbi hanno fatto saltare nuovamente il ponte sulla Sava tra Semlino (Ungheria) e Belgrado, già fatto da essi saltare il 29 luglio e dagli austriaci poi riattato. Il 28 dicembre gli austriaci tentarono con canotti uno sbarco nell’isola di Skelanska, a monte di Obrenovas, ma furono battuti e respinti. Il 3o dicembre gli austriaci cominciarono un intenso bombardamento contro Belgrado.
Dall’inizio della guerra l’esercito serbo ha fatto il seguente bottino: quattro bandiere; 192 cannoni di vario calibro; 3l affusti; 491 cassoni; 86 mitragliatrici. Ha fatto inoltre prigionieri 600 ufficiali e circa 60 000 soldati, concernenti gli effettivi ed il materiale di guerra di quattro divisioni.
Di fronte ai montenegrini gli austriaci il 28 dicembre furono respinti nella regione di Grahovo. Gli austriaci, il 29 fecero, senza effetto, un attacco generale su tutta la fronte dell’ Erzegovina.

La corazzata inglese “Formidabile„ affondata
Un comunicato dell’Ammiragliato inglese in data l° gennaio ha annunziato che la corazzata inglese Formidabile è colata a picco venerdì mattina nella Manica verso Plymouth, per opera di un sommergibile tedesco, come dice un comunicato dell’ammiragliato germanico. Una parte dell’equipaggio è perita.
Un incrociatore raccolse 71 superstiti: altri uomini dell’equipaggio furono salvati da altre navi, compresi 13 ufficiali. La nave, non essendosi propagato l’incendio alla Santa Barbara, affondò in 45 minuti.
La Formidabile faceva parte della quinta squadra, al comando del contrammiraglio Currey, della II Home Fleet. Apparteneva alla classe London, alla stessa classe, cioè, cui apparteneva la Bullwark affondata a Sheerness il 26 novembre. Impostata nel 1898, era stata varata nell’anno successivo ed era entrata in isquadra nel 1901. Stazzava l5 250 tonnellate, filava 16 nodi ed era armata di 4 cannoni da 305 mm., 12 da l52, 16 da 76, 6 da 47, 2 mitragliatrici e 4 lanciasiluri. Il suo equipaggio era composto di poco meno di 800 uomini. Come la Bullwark, questa predreadnought avrebbe dovuto essere radiata dal naviglio attivo alla fine del 1915.
A parte le vittime umane, non è per l’Inghilterra una perdita navale grave.

Nelle Colonie
Un telegramma da Melbourne, 1° gennaio, annunzia che gli australiani hanno occupato l’isola di Bougainville, la più grande isola del gruppo delle isole Salomone, su cui inalberarono la bandiera inglese.

(Quest’isola dell’Oceano Pacifico, già nella sfera d’influenza tedesca, era fino dal 1899 una diretta dipendenza dell’ Impero. La sua superficie è montagnosa con parecchie cime vulcaniche. L’isola è lunga l50 chilometri circa e larga 60).