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 1915  gennaio 10 Domenica calendario


Nuovi senatori nominati il primo gennaio

La lista, annunziata già prima del Natale, è uscita il 1° giorno del nuovo anno. Ne parliamo nel Corriere. Un nome celebre in tutto il mondo essa porta, innanzi ad ogni altro, quello di Guglielmo Marconi, che già da anni sarebbe stato chiamato ad onorare l’alto Consesso, se fin qui non vi si fosse opposta la parola dello Statuto, per la ragione dell’età, avendo Marconi compiti i quaranta anni legali soltanto il 25 aprile scorso. La storia della sua vita luminosa è la storia della telegrafia senza fili: a tali ricerche fu attratto fin da ragazzo, grazie alla sua passione per la fisica e la elettricità, appassionandosi ad esperienze sulle onde herziane, ed arrivando nel 1896 alla immortale scoperta, portata alla pratica applicazione. Egli ha dato nome alla marconigrafia e la sua gloria risplende dall’Italia alle lontane Americhe purissima – riconosciuta da quei rigidi controllori d’ogni verità scientifica che sono gli inglesi e gli americani del Nord.
Altro nome fulgido è quello del palermitano prof. Giuseppe Pitrè, un folklorista di fama universale, autore di ben venticinque volumi (dal l858 al 1912 pubblicati) formanti la mirabile Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane. Aveva 17 anni quando partecipò all’eroica rivoluzione di Palermo; ed accompagnò a Napoli il prodittatore Mordini latore al re Vittorio Emanuele del plebiscito siciliano. Collaboratore di giornali e riviste, professore nei ginnasi; poi assorbito completamente dalle sue ricerche e da studi letterari, filologici, folkloristici; assunse recentemente nell’Università palermitana la prima cattedra in Italia – appositamente per lui creata – di folklore. Innumerevoli le sue pubblicazioni; vivo e luminoso sempre il suo spinto; piacevolissima la sua conversazione. Ha 72 anni.
Francesco Ruffini, piemontese, è un’autorità in Italia e fuori in diritto ecclesiastico. In Torino fu rettore dell’Università, e vice-presidente della Giunta del Consiglio superiore della pubblica istruzione e dell’Accademia delle scienze in Torino. La sua fama di economista è documentata da monografie come quelle sull’Actio Spolii, sulla Buona fede in materia di prescrizione, nei Lineamenti storici delle relazioni tra lo Stato e la Chiesa in Italia, nella Rappresentanza giuridica delle provincie, e dal volume la Libertà religiosa, fondamentale in materia, e tradotto in inglese. Ma la popolarità della sua fama è dovuta ai suoi mirabili volumi cavouriani. Da uno studio su Le origini elvetiche della formula del Conte di Cavour «Libera Chiesa in libero Stato», fu tratto a fortunate indagini aiutate da reperimento di documenti preziosissimi, onde egli seppe metter insieme due affascinanti volumi sulla Govinezza del Conte di Cavour rivelando all’Italia una nuova figura del grande statista, del suo spirito, del suo ambiente familiare, affatto diversa da quella cristallizzata dalla tradizione, gettando ampia e simpaticissima nuova luce di verità sulla evoluzione del pensiero cavouriano. A quei due volumi aggiunse lo scorso anno il gustoso libro su Camillo di Cavour e Melanie Waldor, che prelude ad ulteriori lavori. Egli fa parte della Commissione per l’edizione nazionale delle opere di Cavour, e sta preparando, con Luzio ed altri valenti, l’edizione completa dell’epistolario.
Il nome dell’avvocato Luigi Albertini, direttore del Corriere della Sera, è, dopo quello di Marconi, il nome più significativo della lista, trattandosi del secondo giornalista (il primo fu l’altr’anno il Frassati di Torino) che entra come tale in Senato. Il Corriere della Sera nel darne l’annuncio, ha aggiunto sul suo direttore queste notizie: «E nato ad Ancona nell’ottobre 1871. Laureatosi in legge all’Università di Torino, si dedicò nell’Istituto del prof. Cognetti De Martiis a studi economici e sociali, che prosegui poi a Londra, di dove inviò pure corrispondenze alla Stampa. Tornato in Italia, fu da Luigi Luzzatti chiamato a Roma nella Associazione delle Banche Popolari per redigerne il giornale: ma dopo breve tempo, nel 1896, veniva a Milano in qualità di Segretario di Redazione del Corriere della Sera. Era allora capo della Società proprietaria del giornale Eugenio Torelli Viollier. Alla sua morte, nel 1900, Luigi Albertini era nominato a succedergli, e a poche settimane di distanza diveniva, oltreché gerente della Società, anche Direttore del giornale, che pertanto dirige da circa quindici anni». Dal 1900 in poi egli ha dato al Corriere della Sera un impulso, un’organizzazione, una diffusione veramente mirabili; ne ha formato, con altre pubblicazioni periodiche varie, un organismo modello, da ben meritare un seggio nel Consesso dove sono rappresentate tutte le salienti energie nazionali.
Giulio De Petra abruzzese, decano dei professori di archeologia delle Università d’Italia, ha 74 anni; diresse in Napoli il Museo archeologico e degli scavi di Pompei dal 1875 al 1900; insegna dal 1872 archeologia nell’Ateneo napoletano: autore di moltissime pubblicazioni archeologiche e storiche, fra le quali popolare il libro su Napoli grecoromana nella topografia e nella vita. E socio dei Lincei, dell’Accademia Pontaniana e dell’Accademia di Napoli.
Il prof. Ignazio Guidi romano, è una delle maggiori illustrazioni della scienza filologica italiana; nell’Università di Roma insegnò ebraico e lingue semitiche comparate e storia e lingue dell’Abissinia. Le sue pubblicazioni filologiche, di ebraico,arabo, copto, siriaco, etiopico, amarico e altre lingue orientali, non si contano. Nel 1907 rappresentò la scienza italiana al Cairo parlando in arabo agli arabi dell’Università italiana. Membro dal 1878, e poi segretario dell’Accademia dei Lincei, è socio di moltissime altre Accademie italiane e straniere. É cavaliere dell’Ordine civile di Savoia. Ha 70 anni.
Alessandro Chiappelli pistoiese, è chiaro filosofo e letterato, professore a Firenze nell’Istituto Superiore di perfezionamento; i suoi scritti sin qui riuniti formano ben quindici grossi volumi a cominciare dalle Pagine dì critica letteraria.; oltre numerosissimi articoli in riviste e giornali. É socio dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia di scienze morali e politiche; ha 56 anni.
All’esercito ed alla marina appartengono due senatori:
Il tenente generale Roberto Brusati, milanese, proveniente dall’artiglieria poi dallo Stato Maggiore: tenne da ultimo il comando del primo corpo d’armata| a Torino, fino al 1914, ed ora è, a 56 anni, designato all’eventuale comando di un’armata in guerra. Èfratello del generale e senatore Ugo Brusati, primo aiutante di campo del Re.
Del vice-ammiraglio Marcello Amero d’Aste Stella, nato ad Albenga nel 1853, l’Illustrazione parlò ripetutamente allorché egli partecipò al comando della seconda squadra, e coadiuvò al brillante sbarco del generale Ameglio a Rodi. Comandò la prima squadra e le forze navali riunite, succedendo all’ammiraglio Viale, fino alla sua nomina a presidente del Consiglio superiore della marina, avvenuta di recente. E pure membro della Commissione degli ammiragli. Per la parte avuta nella guerra italo-turca del 1911-12 fu insignito della commenda dell’Ordine militare di Savoia.
Il marchese Luciano del Gallo di Roccagiovine, di illustre casa patrizia romana imparentata col ramo Bonaparte dei principi di Cassino, è notissimo nel mondo sportivo; fu il primo istruttore della Scuola di cavalleria a Tor di Quinto, contribuendo a portare la cavalleria italiana a quella altezza di considerazione in cui è tenuta in tutta Europa; fu per parecchi anni master della Società per la caccia alla volpe e promosse moltissime istituzioni sportive. Fu anche consigliere comunale della Capitale. Ha 62 anni.
Quindici, a rigore, sono i nuovi senatori nominati per il loro titolo di «ex-deputati» che ebbero o tre legislature, o sei anni di deputazione:
L’ing. Antonio Casalini, che ha compiutoli 28 agosto i 75 anni, fu deputato moderato del collegio di Lendinara dal 1870 al 1876; competentissimo nelle materie di finanza, fu segretario generale nel ministero Minghetti dal ‘73 al ‘76; ma venuta al potere la Sinistra (che combattè furiosamente nelle elezioni contro i Visconti-Venosta, i Bonghi, gli Spaventa) cadde anch’egli, e rimase fuori del Parlamento per venti anni, fin che nel 1896 i suoi concittadini di Rovigo ve lo rimandarono fino al 1900. E spirito originalissimo e forte carattere; ebbe, come tale, l’amicizia e la stima di Quintino Sella.
Fedele De Novellis, persona mite, riguardosa, perfetto diplomatico, quale fu dall’84 al 92 come segretario di legazione a Belgrado, a Lisbona, a Costantinopoli, a Berlino; fu deputato di Centro per Verbicaro dal 1892 al 1913, in cui non si ripresentò. È nato a Belvedere Marittimo ( Cosenza) ed ha 60 anni.
Il conte Alessandro di Rovasenda, torinese, è avvocato, fu magistrato, sedette nella Camera per Borgo San Dalmazzo, dal 1895 al 1913, a Sinistra, e fu nelle ultime due legislature segretario della presidenza. Ha 66 anni.
L’avvocato Carlo Fabbri di Piacenza, eccellente oratore, conferenziere, uno dei più battaglieri di Destra, fu deputato per Bettola dal 1897 al 1913, con brevissime interruzioni; fu sottosegretario alla grazia e giustizia con Scialoia nel secondo gabinetto Sonnino (dicembre 1909-marzo 1910). Ha 5o anni.
Il marchese Cesare Ferrerò di Cambiano, torinese, fu deputato di Destra del V collegio di Torino dal 1897 al 1913; è un carattere, ed ha una grande competenza in finanza, amministrazione e previdenza. Presiedette la Cassa di Risparmio di Torino; fu uno dei più validi propugnatola e suscitatori della Cassa Nazionale per l’invalidità e la vecchiaia degli operai e per le Assicurazioni contro gl’infortuni del lavoro; fu sottosegretario alle finanze nel ministero Pelloux (1899) e nel primo Sonnino, ai lavori pubblici. Avversario aperto di Giolitti, questi lo combatté e lo fece cadere nelle elezioni generali del 1913. La nomina a senatore è una giusta riparazione. Ha 62 anni.
L’avv. prof. Enrico Galluppi, attualmente consigliere di Stato, è romano, ed ha 65 anni. Insegnò diritto civile nell’Università romana, fu a Roma assessore e pro-sindaco; fu deputato di Sinistra Zanardelliana per Civitavecchia dal 1900 al 1909. E autore di varie monografie giuridiche, e fa anche parte del tribunale supremo di guerra e marina.
Il barone Leopoldo Giunti, calabrese, ha 65 anni, fu ufficiale di marina, poi deputato ministeriale, di Sinistra, per Castrovillari dal l895 al 1904.
L’avv. Angelo Muratori, notissimo avvocato siciliano residente a Firenze, professore di diritto penale, fu deputato per molti anni a varie riprese, per San Casciano, Palermo 1, Pescina; sedette a Sinistra, battagliero, amicissimo di Crispi. Fu garibaldino, fu ferito a Monte Suello, combatté a Mentana; è decorato di una medaglia d’argento al valor militare, e di altra per l’opera di soccorso prestata contro il colèra a Palermo nel l885. Difese Nunzio Nasi davanti all’Alta Corte di Giustizia. Ha brillantissimo ingegno e vivacissimo spirito, e ormai 70 anni.
Il conte Ferdinando Pallavicino Resta, milanese, ha 54 anni; è benemerito agricoltore, e filantropo. Fu deputato di Centro destro, per Melegnano, dal 1900 al 1909.
L’avv. Silvio Pellerano di Massa Carrara, ha 57 anni, fu deputato per Massa dal 1892 al 1897, poi per Borgo a Mozzano dal 1904 al 1913, sedendo nella Sinistra Giolittiana. Fu anche sindaco di Massa.
«Mercante di Campagna» come dicono a Roma, è Cesare Sili, di Campagnano; fu deputato Zanardelliano prima pel collegio di Civitavecchia, poi per quello di Camerino dal 1897 al 1913. Ha 62 anni.
L’avv. Domenico Racuini di Rieti, repubblicano, poi radicale Cavallottiano di estrema sinistra, fu deputato della sua città natale dal 1895 al 1909. È buon romanista, civilista. Ha 60 anni.
Le altre grandi ramificazioni di Stato sono rappresentate da tre senatori:
Il comm. Adolfo Leris, torinese, è presidente della seconda sezione della Corte dei Conti, alla quale appartiene dalla sua creazione (1862). Ha 72 anni: fece parte, fra altro, della Commissione Saredo per l’inchiesta sul Comune di Napoli.
L’avv. Natale Palummo, pugliese, primo presidente della Corte d’Appello di Milano; appartiene dal 1867 alla magistratura, ed è a Milano dal 1911. Ha 71 anni.
Il nobile Luigi Venosta, di antica famiglia valtellinese, fu da prima soldato e prese parte alla repressione del brigantaggio nelle provincie meridionali e alla campagna del 1866, poi entrò nella carriera dei Ministeri delle Finanze e del Tesoro, e da quasi diciassette anni è a capo della grande amministrazione della Cassa dei Depositi e Prestiti e degli Istituti di previdenza. Ha 70 anni.
Seguono:
L’ing. Nino Ronco, di Genova, è stato nella sua bella città uno dei rinnovatori dell’edilizia; ha insegnato matematica ed idraulica negli Istituti superiori; si è fatto notare nelle amministrazioni comunali di Sampierdarena e di Genova. Nell’aprile del 1909 fu scelto, tra molti concorrenti, a succedere a Stefano Canzio nella presidenza del Consorzio di Genova, dove molto si è già distinto. È anche presidente del collegio dei probiviri della Liguria per le arti edili. Ha 52 anni.
Il comm. Vettore Giusti Dal Giardino, di Padova, fu Sindaco della sua città, da sei anni presidente della Deputazione Provinciale, uno dei maggiorenti del partito liberale conservatore, presidente dell’Associazione di San Martino e Solferino. Ha 60 anni.
Angelo Passerini, bresciano, da un ventennio è membro della Deputazione Provinciale di Brescia e delegato al Consiglio della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde: largamente benefico, si è dedicato specialmente agli asili infantili; ne ha fondato uno a Bovezzo a lui intitolato; è un benemerito dell’agricoltura. Ha 61 anni.
L’avv. Beniamino Spirito, fratello del più noto Francesco, morto l’anno scorso, fu deputato di Montecorvino Rovella, poi di Campagna, sedendo al Centro sinistro, dal 1892 al 1913. Ha 60 anni.
Il marchese Giuseppe Tanari. di Bologna, della quale fu benemerito sindaco, fu deputato per Castelmaggiore, poi per Bologna I dal 1906 al 1911; battagliero per le idee liberali moderate contro il socialismo. Ha 63 anni.
Leone Wollemborg, dottore in legge, dotto economista, fondatore delle casse rurali, apostolo del cooperativismo fra i contadini ed i piccoli proprietari; fu deputato per Cittadella dal 1892 al 1913, fido a Zanardelli e alla Sinistra. Partecipò attivamente alla vita politica, fino ad arrivare sottosegretario alle Finanze con Calcano nel primo gabinetto Pelloux (1898), poi ministro con Zanardelli ‘1901 ) ed allora presentò un vasto progetto di riforma tributaria, e per non rinunziarvi non riaccettò il portafogli con Giolitti, che poi lo combatté. É tempra attivissima. Ha 56 anni.
Fu deputato moderato, per Asola, dal 1870 al 1876, l’avv. Lazzaro Frizzi, ricco triestino, venuto giovanissimo a Milano, dove è stato sempre molta parte nelle pubbliche amministrazioni. Come avvocato fu allievo nello studio di Antonio Mosca; è versatissimo nel diritto ecclesiastico; ha vaste possidenze nel Cremonese e nella Bresciana; a Milano ha dato opera assidua agl’istituti Ospedalieri, all’Istituto dei Rachitici – dove fece erigere a tutte proprie spese un padiglione intitolato alla sua compianta consorte, Edvige; fu consigliere del Monte di Pietà; è attualmente consigliere del Consorzio delle Biblioteche Popolari, vice-presidente della Società italiana per la protezione dei fanciulli; da un trentennio presidente della Società professionale femminile di via Ariberto; dal 1864 socio corrispondente dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. Ha 77 anni.
Il dott. Pasquale Clemente, di Teramo, fu deputato per Atri dal 1892 al 1904, di Centro sinistro: uscì dalla politica preferendo l’agricoltura, e le amministrazioni locali. È membro del Consiglio superiore dell’industria serica, ed ha 67 anni.
Il conte Lelio Bonin-Longare, attualmente ambasciatore d’Italia a Madrid: fu deputato, di Destra, per Marostica dal 1892 al 1900. Fu anche sottosegretario agli Esteri durante i quattro successivi Ministeri Di Rudinì, dal 1896 al 1898. Prima aveva appartenuto alla diplomazia dal 1884 al 1887. addetto di Legazione a Vienna, poi segretario a Parigi; e tornò in diplomazia di nuovo nel 1911 inviato a Madrid. Ha 56 anni.