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 1915  gennaio 03 Domenica calendario

La Grande Guerra

Sulla linea franco-belga. In questi quindici giorni, cioè dal 13 dicembre al 28, poco di notevole è accaduto su questa grande linea. Il  14 in Alsazia i francesi dovettero ritirarsi dalla conquistata posizione di Steinbach, ad ovest del quale villaggio i tedeschi tolsero il 16 ai francesi la collina di Cernay. I francesi però avanzarono notevolmente nella regione di Arras; ed i belgi presso Dixmude ed Ypres. Però i tedeschi batterono fortemente gl’inglesi e gl’indiani al nord di La Bassée, facendo molti prigionieri; mentre i francesi impadronivansi ad est di Reims di un 1200 metri di trincea. Dal 23 poi accentuaronsi i progressi (sempre lievi però) degli alleati dal mare ai Vosgi. I tedeschi il 27 bombardarono violentemente Saint- Dié (Vosgi).
Un bollettino tedesco del 26 dicembre dice:
«Il risultato del successo riportato nei combattimenti presso Festubert vicino a Béthune contro gli inglesi e gli indiani si può apprezzare oggi: furono fatti prigionieri 19 ufficiali e 819 fra uomini di colore ed inglesi e vennero presi 14 mitragliatrici, 12 lanciamine, proiettori elettrici ed altro materiale da guerra. Il nemico lasciò sul campo di battaglia più di tremila morti. Un armistizio chiesto dal nemico per seppellire i morti fu da noi accordato. Le nostre perdite sono relativamente leggere».
 
Un ordine del giorno di Joffre per l’offensiva decisiva.
La grande attività dei francesi dinanzi all’ intero fronte tedesco è documentata dal seguente ordine del giorno del generale Joffre trovato dai tedeschi su un ufficiale francese ucciso:
«Ordine del giorno all’ Esercito
«17 dicembre.
«Da tre mesi di attacchi violenti, innumerevoli nemici non sono stati capaci di rompere le nostre trincee. Dovunque abbiamo resistito loro vittoriosamente. E giunto il momento di utilizzare la debolezza che essi ci offrono dopo che ci siamo rinforzati in uomini ed in materiale. L’ora dell’offensiva è suonata. Dopo aver tenuto in iscacco le forze tedesche si tratta ora di spezzarle e liberare definitivamente il nostro Paese dagli invasori.
«Soldati ! Più che mai la Francia conta sul vostro coraggio, sulla vostra energia, sulla vostra volontà di vincere a qualunque costo! Avete già vinto sulla Marna, sull’Yser, in Lorena e nei Vosgi. Saprete vincere fino ad un trionfo finale.
«Firmato: Joffre».
 

Gli auguri di Natale dei Sovrani di Baviera ai combattenti.
Il Re e la Regina di Baviera mandarono i saluti di Natale alle truppe bavaresi in questi termini :
«La sera di Natale – dice il Re – il mio cuore e il mio pensiero vanno ai miei cari che, lontani dalla patria, stanno davanti al nemico. Penso a loro con orgoglio e gratitudine nella fiduciosa sicurezza che i loro sacrifici saranno coronati da un successo che garentisca in avvenire che nessuno più osi turbare le feste natalizie germaniche».
La Regina scrive:
«Dall’albero di Natale i miei pensieri volano a voi, bravi soldati, che non potete festeggiare il Natale in famiglia. Ma una cosa deve darvi la tranquillità : che in ogni città, in ogni villaggio molte mani si adoperano a preservare i vostri parenti dal bisogno, a preparare ai vostri figli qualche gioia natalizia. Vi porgiamo i ringraziamenti della patria dai cui confini tenete lontani gli orrori della guerra. Dio sia con voi.
Maria Teresa».
 
Quasi mezzo milione di francesi feriti dal 15 settembre al 30 novembre.
Il direttore generale del servizio sanitario ha dichiarato alla Commissione parlamentare per l’esercito che «dal l5 settembre al 3o novembre sono stati curati 489735 feriti. Su questa cifra il 54.50 per cento sono tornati a combattere; il 24.50 per cento sono in convalescenza; il 17 percento rimangono in cura; l’l.48 per cento sono stati riformati ed il 2.48 per cento morti. Il servizio sanitario dell’esercito dispone di 3968 ospedali e di 36o  000 letti».
 
Il deputato alsaziano Weill nell’ Esercito Francese.
I giornali parigini del 20 dicembre hanno pubblicato che il deputato di Metz al Reichstag, Giorgio Weill, segnalato come scomparso dai giornali tedeschi, informa i suoi amici di Alsazia-Lorena che si è arruolato il 5 agosto nell’esercito francese e dichiara che facendo così ha avuto la coscienza d’aver adempiuto al suo mandato di deputato socialista e di deputato dell’Alsazia-Lorena.
Da Berlino si annunzia che egli è stato espulso dal partito socialista e dal gruppo socialista al Reichstag. La Direzione del partito lo fa in forma condizionata. «Quando risulti vero – scrive – che Weill sia entrato nell’esercito francese, egli con quest’atto, che va condannato colla massima energia, si pone naturalmente fuori del partito socialista tedesco e della frazione parlamentare».
La Fraenkische Tagespost, organo socialista di Norimberga, nel quale Weill collaborò tre anni, definisce l’atto del Weill una birbanteria provocata probabilmente da ambizione reclamistica di comparire alla Camera francese quale deputato di Metz. Weill non ha più nulla di comune, secondo il giornale, col socialismo tedesco e va abbandonato al pubblico disprezzo. Weill, che era corrispondente berlinese dell’Humanité, godeva simpatie al Reichstag, di cui era uno dei membri più giovani e non passava per nazionalista. Più giovane di lui era solo il non ancora trentenne deputato socialista Wendel, che l’estate scorsa gridò al Reichstag «Viva la Francia», e ora si batte come volontario tedesco sui campi in Francia.

Fra austriaci e serbi-montenegrini.
Un comunicato da Vienna, 26 dicembre, dice:
«Sul teatro balcanico da dieci giorni regna calma. Soltanto sulla Sava e sulla Drina si impegnano talvolta scaramucce senza importanza. La fortezza di Bilek (Erzegovina) ha respinto il 24 un debole attacco montenegrino».
L’Imperatore d’Austria ha esonerato il comandante in capo che ha funzionato sin qui in Serbia in seguito a sua preghiera presentata per ragioni di salute, ed ha nominato al suo posto il generale di cavalleria arciduca Eugenio (che ha 52 anni, è figlio del fu arciduca Carlo Ferdinando e fratello dell’arciduca Federico, comandante supremo dell’esercito austriaco, e teneva il comando della difesa nel Tirolo e nel Voraelberg). L’esonerato generale Potiorek, comandante in capo delle forze austro-ungariche in Serbia, era anche governatore della Bosnia, e trovavasi coll’arciduca ereditario Francesco Ferdinando nel momento dell’assassinio di questi, il 28 giugno. A governatore della Bosnia- Erzegovina è stato nominato il generale Sarkotic.
In Serbia il generale Ivan Micitic è stato promosso alla dignità di vojvoda, dignità che corrisponde all’incirca a quella nostra di generale d’esercito. In seguito alle due guerre balcaniche il capo di Stato Maggiore, generale Putnik, fu nominato vojvoda. La nomina del generale Micitic è dovuta alla parte da lui sostenuta nella recente cacciata degli austriaci dalla Serbia.
Il Journal ha annunciato il ritorno a Tolone della missione francese composta di marinai e cannonieri, stata inviata al Montenegro per organizzare la difesa del Lovcen. Prima della partenza Re Nicola conferì una medaglia a tutti i membri della missione.
 
Fra Russi ed Austro-Tedeschi.
Non bene definita è la situazione in Polonia e in Galizia, dopo gli avvenimenti di questi ultimi quindici giorni.
L’offensiva nella regione di Mlawa che il 14 dicevasi terminata col successo dei russi su tutto il fronte, ha ora per contrapposto che i tedeschi sono entrati a Mlawa il 26. I russi dopo la ritirata del 18, ripresero con nuove e maggiori forze l’avanzata, ma poco riuscirono a fare contro i tedeschi. Viceversa ottennero successi nella Galizia occidentale contro gli austriaci. I combattimenti hanno continuato violenti su tutta l’estesissima fronte in questi ultimi giorni. Gli austriaci il 25 riuscirono a rioccupare la gola di Uszock nei Carpazi.
Il generale tedesco di cavalleria Mackensen, comandante la nona armata, vincitore di Lipno e Wloclaevvek, segnalatosi anche negli ultimi combattimenti sulla Bzura e presso Lowicz, con ordine imperiale del 17 dicembre fu promosso colonnello generale. Il 3o novembre aveva già avuto l’ordine Pour  le merite.
 
4.320 ufficiali e 353 184 soldati austro-tedeschi prigionieri dei russi.
Dal principio della guerra a metà dicembre i russi fecero prigionieri 1140 ufficiali tedeschi e 3l80 ufficiali austriaci, più 131 737 soldati tedeschi e 221 447 soldati austriaci.
 
200.000 prigionieri russi in Austria.
Un bollettino ufficiale austriaco dice che dall’11 al 20 dicembre furono, fatti prigionieri dalle truppe austro-ungariche complessivamente 43300 russi. Nell’interno della Monarchia si trovano già 200 000 nemici prigionieri di guerra.


La guerra della Turchia.
Come si fa a capire qualche cosa con comunicati russi che dicono precisamente il rovescio di quelli turchi, e viceversa?... Il 12 dicembre i russi segnalavano vittoriosi combattimenti in Armenia. I turchi proclamarono di avere scacciati i russi dal Vilajet di Van, che però il 20 rioccuparono il terreno perduto. I russi, pare, furono poi respinti a nord-est di Erzerum.
Varie navi turche furono affondate il l5 nel Mar Nero, presso la frontiera asiatica; ed il 23 gl’inglesi fecero uno sbarco ad Alessandretta (Asia Minore) bombardando i lavori della ferrovia da Bagdad ad Aleppo.
 
La nave ammiraglia francese Courbet,, silurata e un sommergibile affondato nell’ Adriatico.
La sera della domenica, 20 dicembre, mentre sulla piazza principale di Pola la musica militare dava concerto, il sommergibile francese Curie riuscì a penetrare quasi fino dentro il porto ove si trova ancorata la squadra austriaca che il sommergibile si proponeva di silurare. Ma il Curie andò a urtare contro la rete che chiude l’entrata del porto. Allora tentò di ritornare indietro, ma venne scorto dalla corazzata Monarch, la quale diede subito l’allarme. L’autorità militare ordinò di sparare contro il sommergibile, il quale, colpito da due cannonate, affondò. Il comandante e ventisei marinai furono salvati e fatti prigionieri. Soltanto il secondo ufficiale scomparve.
Il sommergibile austro-ungarico U12, comandato dal tenente di vascello Egon Lerch, attaccò la mattina del 21 dicembre nel canale di Otranto la flotta francese composta di sedici grandi navi e lanciò due siluri contro la nave ammiraglia Courbet, colpendola tutte e due le volte, ma molto lievemente a prua.
La nave ammiraglia francese nell’Adriatico, di nome Courbet, del 1911, ha 235oo tonnellate di dislocamento, è armata di 12 cannoni da 3o5, di 22 da 140, di 4 lanciasiluri da 45o mm., ha corazza Krupp da 370 mm. al galleggiamento, velocità di 20 nodi; equipaggio di 1100 uomini. Il sommergibile austriaco U12, che deve essere di quelli allestiti dalla Germania Worfd (che ha forniti all’Austria gli altri sei) non avrebbe dovuto essere pronto che per il 1916, ma forse ne fu affrettata la costruzione; e ha 680 a 700 tonnellate, armato di cinque lanciasiluri, velocità di 18 nodi alla superfìcie e 10 all’immersione.
L’attacco delle navi tedesche contro la costa orientale inglese ha avuto per conseguenza che l’ammiraglio sir George Callaghan è stato nominato comandante della squadra inglese del Nord in sostituzione dell’ammiraglio sir Richard Poore.
«Il 25 dicembre mattina – dice un comunicato tedesco – leggere forze inglesi fecero una punta nel golfo tedesco di Helgoland. Gli idroplani da esse portati avanzarono contro le foci dei fiumi Weser ed Elba e lanciarono bombe contro le navi ancorate e contro il serbatoio del gas presso Cux-haven, senza raggiungere il loro scopo e senza produrre danni. Fatti segno al fuoco tedesco gli idroplani si ritirarono verso ovest.
dirigibili ed aeroplani tedeschi partirono in ricognizione delle forze inglesi, e colpirono, mediante il lancio di bombe, due cacciatorpediniere inglesi ed una nave-trasporto sulla quale si vide allora un incendio. Il tempo che si faceva nuvoloso impedì altri combattimenti».
 
Nell’aria.
Vi è stata negli scorsi quindici giorni una notevole attività negli spazii aerei.
Il 3 dicembre un aviatore francese incendiò un treno tedesco nella stazione di Pagny sur Moselle, fra Metz e Nancy. Due aereoplani francesi bombardarono ancora, nello stesso giorno, Friburgo,nel Baden, danneggiando un ospedale militare, uccidendo un convalescente e ferendone dieci, ma pare certo che i due aviatori furono poi abbattuti ed uccisi tra Neu Breisach e Colmar.
Un idroplano tedesco lanciò due bombe su Calais nelle vicinanze del porto e della stazione. II 22 aviatori degli alleati da Dunkerque volarono sulle posizioni tedesche e fino a Bruxelles; una bomba fu da un altro lanciata su Strasburgo. Un aereo- plano tedesco volò su Dover il 24 lasciando cadere una bomba sul castello storico : era la prima volta che un apparecchio tedesco volava su terreno britannico. II 20 dicembre, nel pomeriggio, un aviatore francese lanciò sul villaggio di Inor nove bombe, sebbene vi si trovassero soltanto ospedali militari stati resi chiaramente riconoscibili anche per le osservazioni aeree. Non furono prodotti danni rilevanti. In risposta a questo atto ed al recente lancio di bombe contro la città aperta di Freiburg in Brisgau, posta fuori dal campo delle operazioni, su alcune località della regione di Nancy furono lanciate bombe di medio calibro da uno Zeppelin la mattina del 26: rimasero morti in Nancy due abitanti e due feriti, e danneggiate alcune case private. Dal canto loro, i francesi, con aereoplani, lo stesso giorno 26 bombardarono gli hangars di aviazione di Frascate (Metz), una delle stazioni di Metz ove erano segnalati movimenti di treni, e la caserma di Saint-Privat pure a Metz.
Il giorno di Natale alle 12.3o fu visto a grande altezza in direzione est-ovest un aereoplano tedesco che volava sopra Sheerness e Gravesend sulla costa a 50 chilometri circa da Londra: era del tipo Albatros, ma a causa della nebbia, non fu scoperto dalle sentinelle della costa. Allorché raggiunse Erith gli aereoplani inglesi lo inseguirono e lo spinsero attraverso l’Essex fino al mare, dove riuscì a scomparire nella nebbia.
Il l3 un aereoplano tedesco fu costretto da due aviatori russi, dopo viva gara, ad arrendersi presso Novo-Georgiewsk. Il 26 cinque aereoplani tedeschi lanciarono bombe su Sochaczew (nella Bzura), incendiando numerose case di legno e distruggendo un mercato. Una bomba scoppiò in mezzo alla folla : uccise otto persone e ne ferì 26. 11 totale delle vittime supera il centinaio.
 
Necorologio della guerra.
Alla Camera dei deputati a Parigi, nella seduta d’apertura del 22 dicembre, il presidente Deschanel ha commemorati i deputati francesi morti sul campo dell’onore. Primo a cadere fu Pietro Goitjon, sottotenente di riserva: ferito presso Lunéville alla testa del suo plotone, si medicò da solo e volle riprendere subito il suo posto per trascinare di nuovo i suoi soldati al fuoco. Ricevette allora un proiettile alla fronte e cadde per non più risollevarsi. Il 24 ottobre Paolo Proust, deputato di Chambéry, periva sul campo di battaglia presso Arras. Aveva soltanto 32 anni e discendeva da antichissima famiglia della Savoia. In prima linea, mentre nella trincea esortava i suoi uomini al combattimento, ricevette una scheggia di granata alla tempia e morì sul colpo. Il 6 novembre fu ucciso in un’aspra battaglia nei dintorni di Ypres il deputato Edoardo Nortier, sindaco di Neuillv. Aveva 55 anni : tutto lo tratteneva al suo posto di sindaco, la sua età, le sue funzioni, le insistenze dei suoi amministrati. Ma egli volle andare al fuoco e si batté con l’entusiasmo della giovinezza. «Vorrete tutti senza dubbio – concluse Deschanel – far apporre a palazzo Borbone una lapide commemorativa coi nomi dei tre deputati caduti sul campo di battaglia, per attestare l’unione imperitura della Nazione e del Parlamento e dell’Esercito, per ricordare alle generazioni future queste magnifiche morti che getteranno sulla esistenza nazionale uno splendore immortale e per opporre alla forza materiale che si consuma la forza morale che resiste».