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 1915  febbraio 21 Domenica calendario

Il successo del quaderno «Trento e Trieste»

Questo volumetto che in centoquaranta pagine con una evidentissima cartina a colori dei confini d’ Italia si vende per una lira, come le pubblica-  zioni più popolari, ha avuto un successo singolare. In poco più di un mese se ne è esaurita la prima edizione ed ora se ne sta allestendo la seconda. Lodato dai giornali, dalla Tribuna di Roma al Giornale di Sicilia, dai giornali di confine del Veneto al Carlino di Bologna e da tant’altri; il Nuovo Giornale di Firenze ha detto bene: «Due aggettivi nessuno potrà mai contestare a Gualtiero Castellini: fervido e infaticabile. Ogni anno esce dalle case editrici qualche suo libro, e son tutti libri di fede, di battaglia.... Nessuno meglio di lui poteva oggi parlare di Trento e di Trieste; ed egli ne parla infatti col calore dell’entusiasta unito alla serenità dello storico»; diffuso presso tutte le associazioni patriottiche (la Dante Alighieri lo raccomanda ai suoi comitati, e i ritrovi dei profughi trentini e triestini in Italia lo tengono come un breviario di fede), ha avuto anche gli elogi d’uomini politici. Il generale Zupelli ministro della guerra e il generale Elia sottosegretario si sono congratulati con l’autore; il generale Cadorna, l’ammiraglio Bettolo; i ministri Salandra, Martini, Viale, Riccio, Grippo, hanno ringraziato cordialmente per l’invio. Uomini vicini a S. M. il Re come il ministro Mattioli e il generale Brusati hanno espresso il loro compiacimento per il volumetto, Nicola d’Atri – che è il segretario particolare del Presidente del Consiglio – ha testimoniato tutto il suo interesse per iì prezioso volume. Un sottosegretario di Stato, Giovanni Ro- sadi, e un ex-ministro, Luigi Rava, hanno espresso all’autore «comuni augurii !» Fra i deputati, oltre i nazionalisti on. Foscari e Federzoni, l’on. Cabrini ha espresso tutto il suo compiacimento; lon. Gallenga ha scritto un trasparente: «Dio voglia!»; l’on. Artom – presidente della Lega italo-rumena – si è felicitato per «lo stupendo e patriottico studio, sintesi magnifica del più grande nostro problema nazionale, monito altissimo nella storica ora che volge». Al volumetto ricorrono per le citazioni gli innumeri propagandisti che sono oggi in Italia. E infatti i tre capitoli su Trento, su Trieste e la sua regione, sulla Dalmazia sono giudicati esaurienti nella loro sintesi vigorosa. Grande elogio ne ha fatto Fon. Cesare Battisti, deputato di Trento. Il primo capitolo, originalissimo, sull’irredentismo di fronte alla Triplice dal ’70 ad oggi ha valso al Castellini di essere chiamato a tenere una conferenza su quel tema a Torino, a Genova, a Bologna, a Ravenna, a Savona, a Pesaro, a Macerata, a Pinerolo, ed altrove.
Raccomandiamo il volume a tutte le associazioni patriottiche e di cultura che sono in Italia.
ijC
Ricordiamo, sempre del nostro collaboratore Gualtiero Castellini, un vigoroso e vasto profilo di trecento pagine su Crismi (Barbèra, Firenze) uscito in questi mesi nella collezione che si fregia del «Mazzini» di Bolton King. E questa un’opera di lena dello «crittore che ha dato invece nel «Trento e Trieste» l’agile volume di sintesi e di divulgazione. E il Crismi infatti suscita discussioni e commenti negli studi dell’Oliva, dell’Ambrosini, del Momigliano, ecc., e si prepara a prender posto fra le opere classiche di biografia del Risorgimento.
Il Mediterraneo e il suo equilibrio. –Vico Mantegazza dà alle stampe un altro di quei suoi volumi di volgarizzazione dei più attuali e più gravi problemi internazionali, che gli han meritato la fama di esperto conoscitore e di piacevole espositore delle questioni di politica estera. Il libro di cui parliamo espone appunto, nella sua fase ultima ed ancor viva, la spinosa questione del Mediterraneo, che dopo la guerra italo-turca e turco-balcanica, ha preso aspetti nuovi ed impreveduti, e che tocca cosi da vicino gli interessi italiani (Il Mediterraneo e il suo equilibrio,Milano, Treves, L 5). Il Mantegazza sa farsi leggere, con la copia degli aneddoti divertenti, con la infinità dei particolari curiosi ch’egli trae dall’inesauribile archivio della sua memoria, e sa sopratutto dar notizia chiara e precisa di fatti in cui il pubblico, nella frammentarietà della cronaca quotidiana, poco intende, e che pure hanno cosi grande importanza nella vita nazionale. Il volume, pieno di belle illustrazioni, è preceduto da una prefazione dell’ammiraglio Bettòlo.
(Dal Corriere della Sera).