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 1915  febbraio 14 Domenica calendario

LA GRANDE GUERRA

Fra alleati e tedeschi
Nulla di notevole, veramente, nel settore francobelga. Le solite alternative, di piccoli vantaggi e di piccoli insuccessi degli uni e degli altri. Il 3 febbraio i tedeschi hanno lanciato sul fiume Anere persino dei brulotti, che i francesi dicono di avere arrestati prima dell’esplosione. Nei Vosgi i tedeschi hanno messe in linea truppe munite di ski.
Una “croce di guerra,, in Francia
La Camera dei Deputati a Parigi ha approvato il 4 un progetto di legge che istituisce una decorazione eletta «Croce di guerra», destinata a ricordare dall’inizio della guerra del 1914-15 le iscrizioni individuali e di ufficiali, sottufficiali, caporali e soldati dell’esercito e di terra e di mare all’Ordine del giorno dell’esercito, dei corpi d’armata, delle divisioni, delle brigate e dei reggimenti.
La Regina del Belgio decorata dallo Czar
Il principe Kudacieff si è recato al quartiere generale dell’esercito belga per presentare a Re Alberto il principe Jussupoft, incaricato dall’Imperatore di Russia di rimettere al Sovrano decorazioni per le truppe belghe. Egli ha portato anche la medaglia militare che lo Czar ha conferito alla Regina Elisabetta in riconoscimento del coraggio da lei dimostrato esercitando la sua opera di carità anche sotto il fuoco nemico.
Poincaré visita i garibaldini feriti
Il presidente Poincaré, accompagnato dal generale Duparge, si recò nel pomeriggio del 6 a visitare l’ospedale con l50 letti istituito al Boulevard Montmorencv, sovvenzionato dalla colonia italiana di Parigi. Il presidente si felicitò vivamente con l’ambasciatore d’Italia e con la signora Tittoni per il modo perfetto con cui questa ambulanza modello fu installata e si trattenne lungamente coi feriti francesi e italiani e specialmente coi soldati garibaldini che vi sono in cura.
I garibaldini sono venuti via dal fronte delle Argonne. Sono tra essi molti malati. Picciotti Garibaldi è arrivato il 7 a Parigi a visitare i suoi figli.
I ministri delle finanze degli alleati a convegno a Parigi
I ministri delle finanze di Francia (Ribot), d’Inghilterra (Lloyd George) e di Russia ( Brack), si sono riuniti il 4 febbraio a Parigi per esaminare le questioni finanziarie che derivano dalla guerra. Essi sono stati concordi nel dichiarare che le tre Potenze sono decise ad unire le loro risorse finanziarie come le risorse militari per proseguire la guerra fino alla vittoria finale. In questo pensiero essi hanno deciso di proporre ai loro rispettivi Governi di prendere a loro carico, in proporzioni eguali, gli anticipi fatti o da fare ai Paesi che combattono attualmente con essi o che sarebbero disposti ad entrare prossimamente in campagna per la causa comune.
L’ammontare di queste anticipazioni sarà coperto tanto con le risorse proprie delle tre potenze quanto con la emissione d ’un prestito da fare a tempo opportuno a nome delle tre Potenze.
La questione dei rapporti da stabilire fra le banche di emissione dei tre Paesi è stato pure oggetto d‘una particolare intesa. I ministri hanno deciso di procedere di concerto in tutti gli acquisti che i loro Paesi debbono fare presso le nazioni neutrali. Essi hanno preso le misure finanziarie necessarie per facilitare alla Russia la sua esportazione e per ristabilire in misura del possibile la partita del cambio tra la Russia e le nazioni alleate.
I ministri hanno deciso di riunirsi di nuovo, secondo che le circostanze lo esigeranno, a Londra.
3 milioni di soldati inglesi
5 il Governo inglese ha presentato alla Camera dei Comuni un progetto di legge per portare l’effettivo dell’esercito a tre milioni di uomini.
Anche un elefante!
Il Lokal Anzeiger narra che il maggiore von Mehring, comandante la piazza di Valenciennes, ha ricevuto dal suo amico Hagenbeck, il noto allevatore di Amburgo, un grande elefante dell’lndostan che presta servizio nei lavori di costruzioni militari presso Avesnes.
Fra russi ed austro-tedeschi
Un’ accanitissima lotta è stata impegnata dal 3l gennaio fino al 6 febbraio attorno a Borzimow sulla sinistra della Vistola dove i tedeschi avevano concentrate grandi forze. I russi hanno risposto sempre con vigorosissimi controattacchi e con una imponente carica finale alla baionetta, ma la risoluzione non appare definitiva né soddisfacente, né per gli uni, nè per gli altri. L’imperatore Guglielmo erasi portato il 5 sul teatro orientale della guerra; e cosi pure Io Czar, il quale ha decorato colla croce di San Giorgio una giovinetta, allieva del ginnasio, la signorina Tylscinin, la quale, travestita da uomo, combattè valorosamente e fu ferita tre volte.
La situazione nella Polonia russa e nella Galizia occidentale era il 6 immutata. Sulla fronte dei Carpazi si combatteva vivamente. Nella Bucovina meridionale le truppe austriache avanzarono ed entrarono il 6 nel pomeriggio a Kimpolung. Secondo la Berliner Zeitung il principe di Wied, ex-sovrano di Albania, è fra gli ufficiali tedeschi che combattono nei Carpazi.
In Turchia
E confermata la piena disfatta nel Caucaso dell’esercito turco agli ordini di Enver-pascià. Però il governo ottomano smentisce tale sconfitta. Il generale Cernozuboff entrò a Tabris il 3.
La sera del 2 i turchi tentarono passare il Canale di Suez presso Tassum. Gl’inglesi lasciarono che i turchi trasportassero il materiale necessario a lanciare un ponte. Non appena tentata l’operazione, le truppe britanniche li attaccarono con completo successo. Essi fuggirono in disordine abbandonando il materiale. Parecchi assalitori annegarono. Il 3 febbraio all’alba i turchi attaccarono anche il fronte di El  Kantara, ma furono facilmente respinti. Piu tardi fu respinto dagl’inglesi un altro attacco verso Ismailia. Due navi francesi coadiuvarono: la corazzata guardacoste  Requin ridusse a silenzio i grossi cannoni turchi e l’incrociatore D’Entrecasteaux disperse importanti gruppi nemici.                  
Lotta estrema tedesca sul mare
Il Reichsanzeiger ha pubblicato il  2 febbraio il seguente comunicato ufficiale:
«L’ Inghilterra sta per imbarcare per la Francia numerose truppe e grandi quantità di materiale. Si procederà contro questi trasporti con tutti i mezzi di guerra dei quali disponiamo. Le navi dei Paesi non belligeranti sono espressamente avvertite di non avvicinarsi alla costa orientale né settentrionale francese essendo minacciate da gravi pericoli in seguito alla possibilità di essere confuse con le navi utilizzate per la guerra. Per le navi mercantili dirette al Mare del Nord si raccomanda di girare intorno alla Scozia».
A questo comunicato seguì quest’altro il 4:
«Da fonte sicura si rende noto il seguente ordine dell’Ammiragliato inglese :
«In seguito alla comparsa di sommergibili tcdeschi nella Manica e nelle acque irlandesi, tutte le «navi mercantili inglesi devono subito issare la ban diera neutrale e nascondere ogni distintivo».
E il Reichsanzeiger aggiungeva il 4 nella parte ufficiale, la seguente notificazione:
«1°. Le acque intorno alla Gran Bretagna e all’Irlanda, compreso l’intero grande canale inglese, sono dichiarate regione di guerra. Qualunque nave mercantile nemica che sarà incontrata in detta regione di guerra dal 18 febbraio 1915 in poi sarà distrutta e non sarà sempre possibile, allora, eliminare il pericolo che minaccia l’equipaggio ed i passeggeri. 2°. Le navi neutre, visto l’abuso delle bandiere neutre ordinato dal Governo inglese il 31 gennaio, e visti i rischi di guerra, corrono ugualmente il pericolo che gli attacchi di navi tedesche contro navi nemiche colpiscano anch’esse.
«3°. La navigazione a nord delle isole Shetland (a nord delle Orcadi), dalla parte orientale del Mare del Nord ed in una zona larga almeno trenta leghe dalla costa olandese, non è minacciata».
L’Ammiraglio inglese ha dichiarato di avere ammesso l’uso della bandiera neutrale. In fatti il britannico Lusitanìa, arrivò il 7 in Inghilterra protetto dalla bandiera Nord-Americana.
L’equipaggio dell’U21 decorato dal Kaiser
Guglielmo II° giunse il 4 febbraio a Wilhelmshaven ove decorò della croce di ferro l’equipaggio dell’«U21» che compì il raìd nel Mar d’Irlanda affondando navi commerciali inglesi. Guglielmo salì a bordo del sommergibile e lo ispezionò lungamente. L’«U21» tornò in porto danneggiato abbastanza seriamente; notevoli riparazioni gli sono necessarie prima che possa riprendere il mare. Il Kaiser passò in rivista la flotta tedesca. I marinai, schierati sui ponti delle corazzate, acclamarono l’Imperatore. Alla sera un pranzo ufficiale fu offerto al Kaiser dalla municipalità del porto.
Incrociatore ausiliario tedesco affondato nell’Atlantico del Sud.
Un telegramma da Buenos Aires, 4 febbraio, dice, sulla fede dei giornali bonaerensi, che l’incrociatore inglese Australia ha affondato un incrociatore ausiliario tedesco sulla costa della Patagonia:
Ulteriori notizie desunte da una lettera di un ufficiale dell’ Australia, giunta a Londra, dicono:
«Avvistammo la nave verso le 4,30circa del pomeriggio del 6 gennaio, al largo delle coste brasiliane, e l’inseguimmo per quasi cinque ore. Quando essa fu distante circa 18 chilometri, sparammo un colpo da 305 che colpì la nave a prua facendola sbandare. Per raggiungerla ci volle ancora una mezz’ora. L’equipaggio, di circa 100 uomini, fu raccolto a bordo dell’ Australia. Quindi lanciammo due proiettili da 305 e quattro da 102 contro le soprastrutture e sotto la linea di immersione della nave, che in 25 minuti affondò con tutto il suo carico di un valore di 6 milioni di lire».
La nave affondata era il piroscafo Eleonora Woermann, una delle navi onerarie dell’ammiraglio von Spee. E assai dubbio che questa nave oneraria fosse armata. In tutti i casi essa non può esattamente essere designata incrociatore ausiliario come il Cap Trafalgar o il Kronprinz Wilhelm o il Prinz Eitel Friedrich, dei quali le navi inglesi sono sempre alla ricerca.
La compagnia di sbarco dell’ “Emden „ in salvo presso Hodeida
Non v’ha dubbio che la marina tedesca da guerra ha dato prova di singolare audacia in più occasioni. Ora giunge da Berlino, 4°, l’annuncio che la compagnia di sbarco tedesca, che trovavasi sul terribile Emden, affondato da una corazzata australiana, è riuscita ad arrivare ad Hodeida, nel Mai- Rosso.
Il 9 novembre, nelle prime ore della mattina, una compagnia da sbarco dell’ Emden approdava nell’isola Direction (isole Keeliny e Cocos, a sud di Sumatra) per distruggervi la stazione radiotelegrafica anglo-indiana. Ma prima che tale operazione potesse essere compiuta, dalla stazione partiva un segnale di soccorso, che veniva raccolto dagli apparecchi radiotelegrafici dell’incrociatore australiano Sydney. Dopo circa due ore, mentre ancora i marinai dell’Emden si indugiavano a terra, il Sydney appariva davanti alla baia dell’isola. Invano l’Emden richiamò i suoi uomini a bordo: le scialuppe non fecero a tempo a raggiungere la nave, costretta a fuggire davanti al nemico. La battaglia durò un’ora e 40 minuti e l’Emden rimase distrutto. I marinai, ritornati a terra, requisirono viveri, indumenti e provviste d’ogni genere; s’impadronirono di una goletta tre-alberi di nome Ayesha, ancorata nel porto e, armatala dei loro pezzi di sbarco innalzandovi la bandiera dell’Impero, presero il largo, comparendo dopo un paio di settimane a Padang, sulla costa di Sumatra. Ivi si rifornirono di provvigioni, ripartirono e ripresero in piccolo sulle coste occidentali dell’Indocina la funzione dell’ Emden. L’Ayesha distrusse numerosi vapori costieri e si impadronì della carboniera inglese Oxford, trasformandola in incrociatore ausiliario. Ora, a quanto sembra, gli arditi marinai sono riusciti ad attraversare tutto l’Oceano Indiano ed a raggiungere le coste dell’Arabia, dopo avere attraversato, senza essere visti dalle truppe di vigilanza inglesi e francesi, lo stretto di Perim. I marinai tedeschi pare siano sbarcati ad Hodeida in vista di una corazzata francese senza essere molestati. Si assicura che negli ultimi tempi hanno vissuto di noci di cocco e di cioccolata.