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 1915  febbraio 14 Domenica calendario

IN LIBIA. La visita dei sottosegretario Mosca. Il monumento ai caduti della Giuliana. La situazione inquietante dei presidii interni. Il generale Tassoni nuovo governatore della Tripolitania

Fra la fine di gennaio ed il principio di febbraio la nuova grande colonia libica è stata visitata dal sottosegretario di Stato per le Colonie, deputato Gaetano Mosca, studioso, già ancora prima dell’impresa del 1911, dei problemi coloniali africani e più particolarmente dell’allora denominata Tripolitania. L’on. Mosca visitò prima Tripoli e le zone ad essa circostanti, poi si recò a Bengasi, ivi pure interessandosi a tutto quanto fu fatto per mettere la provincia bengasina allo stesso grado di civiltà e di progresso a cui, rapidamente, è stata portata la provincia tripolina. A Bengasi il sottosegretario assisté all’inaugurazione del monumento commemorativo inalzato per ricordare i valorosi soldati italiani che il 19 novembre 1911, appena sbarcati, compirono con audacia mirabile la conquista della penisola della Giuliana, affrontando quasi all’improvviso la resistenza ostinata dei turco-arabi. Ci sono giunte direttamente da Bengasi le fotografie che riproduciamo, illustranti la cerimonia d’inaugurazione del monumento. Il sottosegretario per le Colonie è ritornato in Italia in questi giorni, ma non si sa che cosa egli abbia riferito al ministro Martini ed al presidente del Consiglio circa la situazione in Libia, sulla quale i giornali del 9 febbraio, e segnatamente la Tribuna ed il Giornale d’Italia, in grado entrambi di essere bene informati, hanno pubblicate notizie tutt’altro che rassicuranti. Mai, a dir vero, vi fu pace nel difficile e territorialmente intricato ed aspro settore bengasino, dove gli atti di audacia dei ribelli si sono fatti più frequenti contro i presidii italiani e, specialmente, contro quelli formati di indigeni arruolati al servizio dell’Italia e contro le tribù sottomesse alla dominazione italiana. Che il settore bengasino sarebbe stato il rifugio delle più ostinate resistenze al nuovo ordine di cose fu detto già nel 1911, quando l’occupazione italiana era appena incominciata; ma non credevasi che la ribellione avrebbe potuto mantenersi così a lungo e con così notevole intensità.
Pare, anzi, siavi di peggio: i presidii interni nell’alta Tripolitania pare siano ora circondati e minacciati da forti nuclei nomadi di razziatori, eccitati da emissari panislamitici senussiani, favoriti da alcune tribù della Tripolitania non ancora sottomesse all’Italia. Un forte gruppo di tali ribelli pare trovisi nelle vicinanze di Misurata, cioè, nella regione tra Beni-Ulid e Taorga, località, questa, recentemente attaccata, e dove le forze italiane ebbero due morti ed una quindicina di feriti. Così pure la settimana scorsa, in una ricognizione, cinquanta gendarmi indigeni nostri con un brigadiere, furono assaliti presso i pozzi di Sem-Sem, ad 80 chilometri da Bungeim sulla linea di Beni-Ulid.  Da Misurata furono chiesti al comando di Tripoli immediati rinforzi. A Misurata sbarcò giorni sono un battaglione del 2° granatieri proveniente dalla Cirenaica; e si attendono a Tripoli dall’Italia altri nove battaglioni, da aggiungere ai venticinque che colà si trovano, rendendo così più solido il presidio costiero. Inoltre in Tripolitania è stato ora mutato di nuovo il governatore militare; il gen. Druetti, per ragioni personali di famiglia, ha dovuto chiedere di essere richiamato; ed a sostituirlo è stato destinato il gen. Giulio Tassoni, già distintosi in Libia durante la campagna del 1911-12. [Leggi qui il ritratto]. Egli è uno degli ufficiali più distinti e competenti, e la sua scelta ha prodotto la migliore impressione.