24 febbraio 1862
Il senatore Plezza va a Caprera per persuadere Garibaldi a istituire Società di tiro a segno
Crispi dà una lettera di presentazione al senatore Plezza che si reca a Caprera per invitare il generale ad andare a istituire le Società di tiro a segno nelle varie città del Regno. Si toglieva così a Garibaldi il sospetto di poter essere strumento della politica mazziniana e gli si faceva balenare «la gloria non solo di capitanare il partito popolare, ma di tenerlo ordinato e pronto alle battaglie nazionali» (Crispi, Carteggi politici). Plezza agiva su incarico del Ricasoli, il quale sperava, in verità, di distogliere Garibaldi da troppo pericolosi influssi di Vittorio Emanuele (“Rassegna storica del Risorgimento”, 1964, pagina 208) • «Scopo evidente di tale iniziativa è quello di formare “liberi cittadini”, pronti a prendere le armi e in grado di combattere per l’Italia (tra il 1862 e il 1865, di queste società ne nasceranno quasi duecento). La proposta viene da Vittorio Emanuele II, sulla base di un’idea che era stata dello stesso Garibaldi. Il re vorrebbe suo figlio, Umberto, come presidente dell’associazione con al fianco due vice: il generale Enrico Cialdini e l’eroe dei due mondi. Che accetta» (Paolo Mieli. Leggi qui tutto l’articolo).