19 giugno 1861
Ponza pretende un “comune affiatamento” con i giornali
A Napoli mercoledì 19 giugno 1861 il luogotenente generale di Re Vittorio Emanuele II, conte Ponza di San Martino, convoca i direttori dei giornali della città per «concertare un comune affiatamento». Desidera che sia loro chiaro che cosa vuole realizzare a favore di Napoli e che cosa intende chiedere ai napoletani. Spera che l’incontro «faciliti la mutua collaborazione, per il comune benessere d’Italia». Nelle stesse ore, forse non a caso, lo storico napoletano Giacinto de’ Sivo, fedele suddito di Re Francesco II, fonda il periodico La Tragicommedia. Vuole dare voce a quella Napoli che non si sente italiana, che patisce l’occupazione piemontese. Nasce per «ricordar la patria quando più non v’è patria, ricordar le ricchezze dileguate, l’armi perdute, fra’ rimbombi de’ cannoni, e i gemiti de’ fucilati, e i lagni de’ carcerati». Oppone resistenza all’Italia, ma è non violenta. «Le nostre armi - scrive - sono la penna, le provvigioni, la logica e la storia». Il giornale uscirà per nove giorni, poi Ponza di San Martino lo farà sequestrare. Giacinto de’ Sivo, dopo un fermo di polizia, per sfuggire al carcere si rifugerà a Roma, dove morirà il 19 novembre 1867. Qui continuerà a scrivere, per rivendicare l’« identità nazionale napoletana». Pubblicherà opere intitolate «Italia e il suo dramma politico nel 1861» e «I Napolitani al cospetto delle nazioni civili». Infine darà alle stampe il suo impegno più importante, la Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861 (Maurizio Lupo, La Stampa 19/6/2011).