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 1861  ottobre 02 calendario

Il 1861 grande annata per il vino

Le piogge infine cadute hanno evitato i danni estremi provocati dalla siccità in Liguria. Oggi si fa un consuntivo dei danni patiti dall’agricoltura della Riviera. La realtà è meno drammatica. Non tutti i raccolti sono persi e nemmeno le vendemmie. Nelle Cinque Terre l’uva è rigogliosa, con «magnifici grappoli di una bellezza e di una bontà sorprendente ed abbastanza abbondanti, avuto riguardo alla quantità delle viti perite a causa della crittogama». Anche nei vasti piani di La Spezia vi è abbondanza di raccolto, come nel resto della Liguria. «Quel poco che si sarà perduto in quantità - notano gli agronomi - si guadagnerà in bontà, poiché il caldo straordinario e il secco favoriscono lo sviluppo dei principali zuccheri. L’annata 1861 sarà memorabile per i vini. Anche il raccolto delle castagne, alimento base dell’economia domestica contadina, è soddisfacente. I frutti sono più piccoli, ma più saporiti. Ciò che ha fallito in moltissime parti è stato il raccolto dei pomi di terra (le patate), in cui il gran secco impedì lo sviluppo». Intanto «sono incominciati i lavori di sterro della ferrovia della Cornice nella Riviera di Levante, per cui il contadino potrà trovare lavoro e quindi compenso alle deficienze dei raccolti». «Così si tacitano - dicono portavoce governativi - quei periodici rivoluzionari o reazionari che imputavano al governo di non aver impedito l’aumento dei prezzi delle derrate, come se avesse potuto far piovere a comando» (Maurizio Lupo,  La Stampa 2/10/2011).