29 settembre 1861
I piemontesi sarebbero discriminati dal governo
«Vorremmo sapere fino a quando nelle vecchie province sabaude i cittadini continueranno a pagare 32 lire di imposte annue a testa, mentre la Lombardia ne paga 22, la Toscana e l’Emilia meno di 15, il Napoletanato da 10 a 12 e la Sicilia solo 8. Mentre per contro le spese si fanno in proporzione inversa». È il testo che un gruppo di deputati piemontesi inoltra oggi al Governo. Sarà reso noto dalla Gazzetta del Popolo, per dire che «il Governo non può ignorare che alla riapertura del Parlamento la questione della perequazione delle imposte sorgerà gigante». Ma anche per ricordare «che vi è un partito che non perde occasione di vilipendere ogni cosa piemontese». Si allude ai mazziniani, sempre critici nei confronti della monarchia sabauda. Di fatto, da quando è morto Cavour, da più parti si contende al Piemonte il primato di guidare il Paese. Il Presidente del Consiglio è il fiorentino Bettino Ricasoli. La «lobby toscana» è ormai molto potente. C’è chi sostiene che «discrimini i Piemontesi». Un esempio? «Il Governo non ha concesso le medaglie commemorative ai Piemontesi che fecero la guerra d’Indipendenza del ’48/49. Ma le ha assegnate ai Toscani che fecero la sola campagna del 1849». Perché? «Per ragioni di economia e merito» risponde il Governo. «Nel 1848-49 i Piemontesi obbedivano al loro Re. Nel ’49 i Toscani combattenti erano ancora sotto l’ambiguo Gran Duca. Si esposero di più» (MAURIZIO LUPO, La Stampa 29/9/2011).