3 ottobre 1861
Il cardinale Antonelli specula sugli argenti di Francesco II
Il potente Cardinale Giacomo Antonelli, Segretario di Stato di Papa Pio IX, guadagna sugli argenti che lo spodestato Re Francesco II di Napoli è costretto a vendere per pagare i suoi partigiani. Lo afferma il giornale clandestino L’Italia e Roma. È un periodico che circola nella capitale pontificia. Il suo scopo è avversare in ogni modo il governo del Papa. Oggi diffonde notizie che saranno riprese dalla stampa nazionale. «Il buon Cardinale - afferma il libello - prosegue allegramente a fare peculio. Egli non ha pari». Secondo il giornaletto, Antonelli avrebbe fatto acquisto «della gran massa delle argenterie vendute dall’ex Re Borbone» al prezzo di «nove paoli romani per oncia», ovvero circa 21 euro, per 31,1 grammi d’argento. Il periodico sostiene che Antonelli avrebbe pagato un prezzo pari «al solo valore di squaglio», cioè di fusione, «senza tenere conto delle magnifiche cesellature» degli oggetti acquistati, valutati dal mercato almeno 10 paoli l’oncia. In questo modo il Cardinale avrebbe guadagnato oltre 2,37 euro per oncia. Così «si dà per certo - dice il giornale - che nella sola compera l’Antonelli abbia incassato circa 30 mila scudi» pontifici, equivalenti a 709 mila euro. Calunnie? Non è escluso. Antonelli è detestato dai patrioti italiani. È ostile all’unità italiana. E certo sa fare i suoi conti. È stato Ministro delle Finanze pontificio. Alla sua morte, il 6 novembre 1876, lascerà un ricco patrimonio, che verrà conteso dagli eredi (Maurizio Lupo, La Stampa 3/10/2011).