19 luglio 1861
È Roma pontificia il centro di reclutamento del brigantaggio nel Mezzogiorno
È Roma pontificia il centro di reclutamento del brigantaggio nel Mezzogiorno. Gli arruolamenti avvengono nelle piazze. Da Castel Sant’Angelo ogni giorno partono casse di fucili e munizioni destinate agli insorti borbonici. Da Palazzo Farnese il deposto Re di Napoli Francesco II dirige le operazioni contro il Regno d’Italia. Il tutto avviene sotto gli occhi delle truppe francesi che presidiano la città. Parigi, alleata di Re Vittorio Emanuele II, ne è informata, tanto che con imbarazzo avrebbe chiesto a Re Francesco II di allontanarsi dalla capitale del Papa. È quanto sostiene il corrispondente da Roma del periodico Il lombardo. Le notizie sono riprese oggi da altre testate. Dicono che l’ex sovrano di Napoli è agitato. Non sa che cosa rispondere a Parigi. Avrebbe delegato a un parente la guerriglia contro gli italiani. L’ingaggio dei briganti avverrebbe sotto l’egida di Xavier De Merode, il capo della polizia romana. Vengono armati con fucili prelevati a Castel Sant’Angelo. All’atto dell’arruolamento ricevono un premio di «sei scudi romani», pari a circa 142 euro. Come paga riscuotono «6 paoli» al giorno, equivalenti a 14 euro. Per uscire senza clamori dalla città si servirebbero di porta San Giovanni, che non è presidiata dai francesi, ma dalle truppe pontificie. Secondo fonti di stampa estera, ostili al Vaticano, per coprire queste spese la corte pontificia avrebbe venduto opere d’arte a Londra (MAURIZIO LUPO, La Stampa 19/7/2011).