21 agosto 1861
Borboni e Roma finanziano sommosse in Italia
Borboni e Stato Pontificio pare abbiano concordato un piano per creare sommosse nelle Marche e nell’Umbria, con operazioni condotte per terra e per mare, appoggiate dall’Austria. L’accordo sarebbe stato definito in una riunione segreta, avvenuta a Roma, alla Farnesina. È quanto ipotizzano i servizi d’informazione sabaudi, a seguito di fatti che prendono avvio oggi. All’alba è avvistata nel Mar Adriatico una grande nave priva di bandiere, al largo di San Benedetto del Tronto. Scambia segnali con ignoti a terra. Scoperta dalla Guardia Nazionale, riprende il largo, mentre bersaglieri vanno a perlustrare il litorale. Altre unità minori sono segnalate in alto mare. Ricognizioni di cannoniere italiane avrebbero accertato che provengono dal porto austriaco di Trieste. Cercherebbero di far sbarcare milizie borboniche. Lo confermerebbero carteggi sequestrati ad Ascoli al vicerettore del locale seminario, arrestato perché ritenuto colluso con i nemici. A seguito di queste segnalazioni la pirofregata Costituzione della Regia Marina e il piroscafo Tripoli hanno incominciato a pattugliare l’alto Adriatico. Si segnalano anche 500 armati provenienti da Roma. Sono napoletani e bavaresi, guidati dal colonnello Theodor Klitsche de la Grange, già dell’armata borbonica. Portano uniformi napoletane e armi consegnate dall’arsenale pontificio. Marciano verso l’Umbria. Le truppe italiane al confine li terranno d’occhio (MAURIZIO LUPO, La Stampa 21/8/2011).