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 1861  settembre 01 calendario

Ricasoli: «Il denaro di San Pietro paga i briganti»

Che cosa succede nella neonata Italia? Bande d’insorti filoborbonici per tutta l’estate hanno impegnato, talvolta con il sostegno della popolazione civile, l’esercito di Re Vittorio Emanuele II. La bandiera del deposto Re di Napoli è stata issata su comuni al posto del tricolore italiano. Perché? Sono molti a chiederselo in Europa. Il presidente del Consiglio Bettino Ricasoli ne è consapevole. Pertanto ha inviato ai diplomatici italiani all’estero una nota che viene pubblicata dalla «Gazzetta del Popolo» di Torino. Innanzitutto dichiara che «la nazione italiana è costituita e che tutto ciò che è Italia le appartiene». Indietro non si torna. Nega all’insurrezione napoletana un qualunque riconoscimento politico. «È solo una questione di brigantaggio e di saccheggio». Precisa che riguarda cinque province napoletane su 15, quelle più vicine alla frontiera pontificia. Giudica con severità la disciolta armata del Re di Napoli. «Composta di 180 mila uomini bene armati, indietreggiò di fronte a un pugno di eroi» garibaldini. «Poi si diede al brigantaggio, prendendo qualche volta la bandiera borbonica, che prima ha diseredato non difendendola e ora disonora facendone emblema di assassinio e rapina». Quindi Ricasoli accusa Roma pontificia: «Il denaro di San Pietro paga tutti gli arruolamenti del brigantaggio. Munizioni ed armi partono da Roma. Le perquisizioni non lasciano più alcun dubbio» (MAURIZIO LUPO, La Stampa 1/9/2011).