26 agosto 1861
Napoleone III è stanco della questione romana
L’ Imperatore Napoleone III incomincia a sentire il peso del presidio militare che offre a Roma. Le truppe francesi sono sempre più in imbarazzo. La capitale del Papa è diventata un covo di avventurieri che Re Francesco II di Napoli paga per sostenere la resistenza contro i Savoia nel Mezzogiorno. Ex militari borbonici, mercenari e anche veri briganti si mescolano in spedizioni che le truppe francesi fingono di non vedere, ma che diventano sempre più sfacciate. Londra disapprova, anche Berlino. Pertanto Napoleone III lunedì oggi ha affidato un’articolata direttiva al proprio ambasciatore in partenza per Torino. Gli ha ordinato di «essere il miglior amico del governo italiano» al quale deve spiegare di «fidarsi dei francesi, senza cercare di forzare loro la mano». Di raccomandare alle «truppe italiane di non inseguire i briganti sul territorio pontificio» e di «rispettare anche l’ombra della bandiera francese, se no i francesi marceranno, occorrendo fino a Napoli». Napoleone ricorda all’Italia «che i francesi sono a Roma. Forse hanno fatto male ad andarci, ma ormai ci sono e non si ritireranno se non al momento opportuno. Intanto l’Italia continui a trattare con il Papa, per metterlo dal lato del torto; agisca sull’opinione pubblica con la stampa e con altri mezzi, ristabilisca l’ordine a ogni costo nel Napoletano, sapendo che l’Imperatore si occuperà di Roma con tutte le intenzioni più benevole per l’Italia» (MAURIZIO LUPO, La Stampa 26/8/2011).