4 luglio 1861
Unificate carta bollata e marche da bollo
Il Regno d’Italia unifica la carta bollata e le marche da bollo. «In caso di necessità» è anche pronto a requisire i conventi per trasformarli in caserme e uffici. Oggi, su proposta del Ministro delle Finanze Pietro Bastogi, approvata dal Parlamento il 3 luglio, rende operativi i due progetti. C’è bisogno di razionalizzare il sistema tributario e le risorse. Pertanto vengono estese a tutte le province le «tasse di bollo» già previste dalla legge sarda del 9 settembre 1854. Lo Stato ha bisogno di soldi. La riscossione tramite valori bollati è ritenuto il sistema più efficace e rapido per incassarli. Vengono diramate subito lettere a tutti gli uffici decentrati dell’amministrazione statale, perché «sia imposta la stretta osservanza della riscossione. Non deve essere concessa alcuna prestazione, certificazione o autorizzazione se non in corrispondenza del pagamento previsto a norma di legge». Il Parlamento ha anche autorizzato «il Governo ad occupare per il bisogno del pubblico servizio edifici, conventi e case appartenenti a Corporazioni religiose». Il provvedimento alla Camera ha destato l’indignazione dell’abate molisano Ippolito Amicarelli, che ne ha chiesto il ritiro. Ha ricordato che lo Statuto Albertino «dichiara la proprietà inviolabile». Lo ha zittito il Ministro degli Interni Minghetti: «Padre, anche il Governo Pontificio ha già deliberato da tempo norme simili. Non lo sa o se lo vuole dimenticare?» (MAURIZIO LUPO, La Stampa 4/7/2011).