15 luglio 1861
Ponza se ne va, a Napoli arriva Cialdini
Il rigoroso ma cordiale conte Gustavo Ponza di San Martino lascia Napoli. Si è dimesso da governatore del Re. Al suo posto arriva il duro generale Cialdini. Avrà pieni poteri, civili e militari. La notizia vola per la città. Il conte ha già firmato le dimissioni. Sapeva che sarebbe stato affidato a Cialdini il comando di tutte le truppe sabaude nel Mezzogiorno. Ponza ne aveva chiesto il potenziamento, per stroncare l’insurrezione borbonica, che sembra diffondersi a macchia d’olio. Aveva sollecitato 60 nuovi battaglioni di rinforzo. Glieli avevano promessi. Ma ne sono arrivati molti meno. Aveva minacciato di dimettersi, se non fosse stato accontentato. La risposta è stata l’arrivo di Cialdini. Gli pare un atto di sfiducia da parte del Governo. Così si è dimesso. La decisione indurrà il Re a unire l’autorità civile e quella militare «in un’unica mano forte», quella di Cialdini. È incaricato «di razionalizzare le forze disponibili e di manovrarle con decisione per stroncare con rapidità il brigantaggio e la reazione». Cialdini sarà affiancato dal conte Gerolamo Cantelli di Parma, che ha fama di amministratore capace e «di grande energia». Napoli non sa che viso fare. Il Municipio invia al conte Ponza un cenno di solidarietà, senza sbilanciarsi. Lo ringrazia dell’attenzione che ha riservato ai problemi della città. Duemila «cittadini autorevoli» gli consegnano una petizione in cui lo pregano invano di ritirare le dimissioni (MAURIZIO LUPO, La Stampa 15/7/2011).