14 luglio 1861
Attentati contro Guglielmo di Prussia e contro Francesco II
Uno studente di Odessa, Oscar Becker, di 22 anni, ha sparato un colpo di pistola al Re Guglielmo I di Prussia, di passaggio nella città di Baden. Lo ha ferito al collo. L’aggressore è stato arrestato. Il capo del governo italiano, barone Bettino Ricasoli, ha inviato un telegramma di solidarietà al sovrano tedesco, esprimendo il «più profondo ribrezzo per l’accaduto». Un altro attentato è sventato in giornata anche a Roma, contro l’ex Re di Napoli Francesco II di Borbone. Ma non riceve da Torino alcuna attenzione, in quanto la dinamica dell’aggressione non è chiara e non manifesta caratteri politici che favoriscano la causa italiana. Semmai la avversa. Si vocifera che l’attentatore sia un novizio dei frati «Minori Osservanti», un fanatico reazionario. Sarebbe stato arrestato a Palazzo Farnese, residenza dell’ex sovrano. Avrebbe già confessato il suo odio per Francesco II. No, non lo avversa perché pretende ancora il suo trono o perché non riconosce il Regno d’Italia. Lo vuole morto perché non gli perdona di aver ripristinato nel 1860 la Costituzione liberale. Altre voci danno una differente versione dell’accaduto. Negano la presenza del religioso integralista e dicono invece che l’attentatore è un uomo di 60 anni. Sorpreso con un «lunghissimo coltello a serramanico, avrebbe voluto piantarlo nel cuore di Francesco II, perché i suoi sgherri gli violentarono una figlia di 14 anni e mandarono alle galere altri due figli, uno dei quali morì» (Maurizio Lupo, La Stampa 14/7/2011).