12 ottobre 1861
Militare austriaco molesta una ragazza a Conegliano e poi ne uccide il padre intervenuto per difenderla
«Più frusta e meno vino», ma niente processi «per i militari che molestano le donne italiane». È l’ordine che Vienna trasmette alle sue truppe di stanza in Veneto e Trentino. Le pulsioni sessuali dei soldati di presidio hanno provocato scandalo e anche rivolte fra la popolazione. Oggi un caso di molestia si è trasformato in un omicidio a sangue freddo, che anche le autorità asburgiche non possono ignorare. Succede a Conegliano. Un soldato austriaco entra in un’osteria dove beve a sazietà. All’uscita urta una ragazza e cerca di baciarla. Lei grida, interviene il padre per difenderla. Il militare non esita: impugnato il fucile, spara all’uomo in pieno petto e lo uccide. Poi fugge. Non sarà perseguito. Altro fatto di sangue è successo il 6 ottobre, nel paese di Sant’Angelo di Piove. Qui un gruppo di ventuno «cacciatori tirolesi» ha avuto la peggio, dopo aver eccitato una rivolta, a seguito di pesanti molestie alle donne locali. Le reiterate aggressioni hanno spinto sei parenti delle ragazze ad armarsi di forche e falci. Hanno teso un’imboscata al drappello austriaco, reduce da un’ennesima bravata. Nello scontro i militari hanno lasciato sul terreno quattro morti e otto feriti gravi. Due non sopravviveranno. Fra gli aggressori due sono stati feriti alla leggera, tanto da riuscire a fuggire con gli altri. Il paese è ancora in stato d’assedio. Ma le autorità civili hanno chiesto ai militari di assumersi le loro responsabilità (MAURIZIO LUPO, La Stampa 12/10/2011).