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 1861  settembre 02 calendario

Forse frontiere aperte tra Italia e Francia, in contrasto con le restrizioni austriache

«Niente passaporti fra Francia e Italia. Il governo di Torino e quello di Parigi stanno discutendo l’ipotesi di aprire presto le rispettive frontiere, per facilitare i commerci e l’amicizia fra i due Paesi». È quanto pubblica lunedì 2 settembre 1861 il periodico «Les Nationalités» di Parigi. Spiega che «le due nazioni, sorelle latine, vogliono rafforzare i legami storici che le legano». Viene ricordato che i collegamenti ferroviari transalpini «non hanno perso vivacità» nonostante la cessione di Nizza e Savoia alla Francia. «S’incontrano ancora fra loro i ferrovieri che lavorarono insieme prima della cessione, affratellati dal comune mestiere». Di altro tono sono le notizie che giungono da Verona, nel Veneto occupato dall’Austria. I passaporti del Regno d’Italia non vengono riconosciuti, né ritenuti validi. Gli stranieri che passano la frontiera devono accettare perquisizioni fisiche, anche le donne. I treni che giungono dal territorio italiano devono fermare a Peschiera. Qui il personale del convoglio deve presentarsi al posto di polizia, per dichiarare le proprie generalità e le specifiche tecniche della locomotiva. I «forestieri» in attesa non possono uscire dalla stazione. Due gendarmi presidiano gli ingressi e impediscono ai residenti di scambiare parole con i passeggeri in transito. A Venezia è però stata abolita la vidimazione dei passaporti in uscita. È successo a seguito di risse fra i gendarmi austriaci e «importanti turisti inglesi» (MAURIZIO LUPO, La Stampa 2/9/2011).