19 agosto 1861
I militari ungheresi disertano in favore dell’Italia
I soldati ungheresi dell’armata austriaca saranno inviati il più lontano possibile dai confini del Regno d’Italia. Vienna li considera ormai inaffidabili in territorio veneto. La notizia è diffusa oggi. L’Austria ogni giorno vede aumentare le diserzioni fra i militari magiari di presidio nelle località di lingua italiana. Entrano a decine in Lombardia con armi ed equipaggiamento, per consegnarsi alle autorità locali. Talvolta il loro ingresso è frainteso. Le truppe italiane schierate alla frontiera, nel timore che si tratti di un attacco nemico, aprono il fuoco. Ma hanno ricevuto l’ordine di fare attenzione. La recente diserzione di soldati e ufficiali del dodicesimo reggimento ulani ungheresi è stata salutata con applausi dalla popolazione lombarda che li ha accolti. Tutti i militari ungheresi che hanno chiesto asilo in Italia vengono disarmati, finché non sono accertate con chiarezza la loro identità e le loro reali intenzioni. Se accettano di combattere sotto la bandiera italiana vengono inviati a Genova, per esser imbarcati alla volta di Napoli. Prenderanno servizio nella «Legione Ungherese», impegnata in azioni di rastrellamento nel territorio occupato dalle bande di insorti borbonici. Sono personale disciplinato e inesorabile con il nemico. La truppa non parla italiano, gli ufficiali lo conoscono in modo stentato. Quando le popolazioni del Mezzogiorno li incontrano faticano a capire chi sono, anche quando inalberano il tricolore italiano (Maurizio Lupo, La Stampa 19/8/2011).