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 1861  luglio 12 calendario

Crisi tra Francia e Stato pontificio

C’è tensione fra i governi pontificio e francese. La Santa Sede è irritata perché la Francia ha riconosciuto il Regno d’Italia mentre a Parigi oggi si manifesta sconcerto per le voci giunte dal Vaticano. Dicono che la salute del Papa «è un enigma». Sostengono che ormai a Roma comanda il segretario di Stato, cardinale Giacomo Antonelli. Affiancato dal capo della Polizia Xavier De Merode, «dirige la coscienza, il pensiero e la volontà del Papa». Antonelli ha inviato a Parigi una dura nota: «Nel riconoscere l’Italia il vostro imperatore ci ha traditi. Quanto alle vostre truppe, che dice di voler mantenere a Roma, non sappiamo se per opprimerci o per proteggerci, le può pure ritirare». La crisi ha creato due partiti anche fra i francesi che presidiano la città, per impedire che diventi la capitale italiana. Gli ufficiali dell’imperatore Napoleone III sono provocati da quelli degli zuavi pontifici, francesi pure loro, ma devoti al Papa. I primi sono figli della borghesia laica e della nobiltà napoleonica. Gli altri sono eredi dell’antica aristocrazia francese, cattolica integralista. Liti e reciproci «affronti» sono frequenti. Il malessere è denunciato dal giornale «La Presse» di Parigi: «La Santa Sede persiste a far servire il nostro esercito di protezione alla cospirazioni borboniche». Il periodico «Il Pungolo» dice che «a Roma circolano 12 mila reazionari stipendiati. Monsignor Borgnacco è il pagatore e arruolatore delle bande della reazione».