22 luglio 1861
Concistoro segreto di Pio IX
Il Papa si è ristabilito. Oggi ha convocato un «concistoro segreto» molto delicato. L’occasione, la nomina dei nuovi vescovi. Ma il Pontefice approfitta dell’incontro per manifestare il proprio orientamento nei confronti della politica di Parigi e Torino. Vuole far capire che è vivo, ben cosciente e pronto a sostenere a tutti i costi il suo potere temporale. Non è disposto a sottomettersi a nessuno, «salvo a Dio». Pronuncia un’allocuzione che loda tutto l’episcopato ma biasima la condotta del clero «di alcune località del Regno di Napoli, di Modena, di Milano e di Firenze». Com’è palese dall’attenta scelta delle parole, il Papa fa riferimento ad assetti politici precedenti l’unificazione italiana. Non c’è un cenno verso il Regno d’Italia che non cita, ma che vuole che bene intenda. Parla invece chiaramente alla Francia: «Deplora che abbia riconosciuto il Regno d’Italia». Ritiene che «da questa scelta abbiano tratto incoraggiamento i nemici dell’ordine» ma parimenti loda Parigi «perché mantiene la sua presenza a Roma». Il Pontefice sa che senza le truppe francesi la sua indipendenza avrebbe fine. Intanto nelle stesse ore parte da Torino Padre Giacomo da Poirino, il confessore di Camillo Cavour. Il Papa lo ha convocato a Roma: vuole sapere se in punto di morte lo statista ha ritrattato la sua politica nei confronti della chiesa. A Torino Bettino Ricasoli incarica il barone Teccio di sostenere Padre Giacomo «con tutto l’aiuto possibile» (MAURIZIO LUPO, La Stampa 22/7/2011)