1 agosto 1861
Esiliato per la seconda volta il cardinale Riario Sforza
Il Regno d’Italia ha esiliato per la seconda volta il cardinale di Napoli Sisto Riario Sforza, ritenuto «immischiato in complicazioni politiche». È considerato dalle autorità sabaude un ostacolo all’unità del Paese. Oggi è sbarcato a Civitavecchia, scalo marittimo dello Stato Pontificio. La sera prima è stato prelevato a casa da poliziotti, che lo hanno imbarcato sul piroscafo «Tancredi». Il Questore gli aveva già reso visita, per invitarlo «con i dovuti riguardi» a lasciare la città. Lui aveva risposto che non si sarebbe allontanato, «se non forzato». Riario Sforza, nato a Napoli il 5 dicembre 1810, ne è cardinale dal 19 gennaio 1846. Per quanto caritatevole verso il popolo minuto napoletano, è inviso agli intellettuali liberali. Luigi Settembrini nella sua Protesta del Popolo delle Due Sicilie lo ha accusato di essere una delle cause del malgoverno napoletano. Riario Sforza era già stato costretto a lasciare Napoli nel 1860. Non volle riconoscere il nuovo assetto politico nato dall’arrivo di Garibaldi, il 7 settembre 1860. Si dichiarò in seguito contrario all’annessione del Regno delle Due Sicilie al Piemonte. Tanto gli impose il primo esilio, il 22 settembre 1860. Imbarcatosi a Napoli, raggiunse Genova e di lì Marsiglia. Infine riparò a Roma. Era riuscito a rientrare a Napoli il 30 novembre 1860. Ma la sua presenza e le sue idee sono state considerate un «impedimento alla pacificazione della città», dove la resistenza filo borbonica ancora non è vinta (MAURIZIO LUPO, La Stampa 1/8/2011)