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 2007  maggio 11 Venerdì calendario

Breve scheda sulla questione irlandese

L’espressione “questione irlandese” indica un lungo conflitto tra inglesi e irlandesi, cominciato cinque secoli fa e finito lo scorso aprile. Inglesi = protestanti. Irlandesi = cattolici. Ulster = provincia d’Irlanda. Le province d’Irlanda sono quattro. Nel Cinquecento il re inglese Giacomo I spedisce nell’Ulster un gruppetto di scozzesi, protestanti. L’indicazione ufficiale è: fate diventare protestanti quei cattolici di irlandesi. La motivazione vera è: prendiamoci le terre degli irlandesi. Le terre degli irlandesi vengono effettivamente confiscate e assegnate ai protestanti. Gli irlandesi diventano sempre più poveri. Tocqueville, nel 1835: «Entriamo ogni giorno in case di fango, senza un solo mobile, salvo una marmitta per cuocere patate». Erano così poveri che quando avevano un maiale lo tenevano in casa. Bastò che un fungo distruggesse i raccolti di patate per dar luogo a uno dei più potenti flussi migratori verso gli Stati Uniti (1845-1851). L’opposizione agli inglesi era cominciata nel 1798. L’attività terroristica cominciò all’inizio del Novecento e non venne attenuata dalla concessione dell’indipendenza a una piccola porzione del paese detta Irlanda del Nord o Eire (1937: si trattava, comunque, di un territorio protestante). Momento più drammatico degli ultimi anni: il digiuno di Bobby Sands, rinchiuso nel carcere di Maze, e di altri nove detenuti politici che pretendevano di essere riconosciuti come “prigionieri politici”. La Thatcher li lasciò morire senza degnarli di una risposta. L’Ira ha annunciato la fine della guerra il 28 luglio 2005: il più grande successo di Tony Blair.