28 agosto 1861
Lo stato dell’educazione a Napoli
Interrogata sullo stato dell’educazione a Napoli, una non meglio identificata contessa Colonna risponde: «Il numero di coloro che frequentano le scuole non è molto grande, né è grandissimo l’entusiasmo. io credo però, e spero d’ingannarmi, che questa apatia duri brevissimo tempo. Da due principali cagioni parmi che dessa provvenga. La prima è l’onnipotenza de’ Preti, i quali fin quando avranno una speranza sola di conservare al Papa il potere temporale, consiglieranno e agiranno come nemici d’Italia. Il potere temporale sarà dunque, fin che sussiste, una barriera insormontabile innalzata al centro dell’Italia, per impedire la sua grandezza politica! Fin quando codesta barriera non sarà schiacciata, fin quando non sarà sulle popolazioni delle campagne paralizzata dall’azione dei Preti, che in cambio d’infondere in quegli animi semplice l’amore e la pace, predicano la vendetta e la morte contro i propri fratelli; [...] l’Italia non potrà mai esser tranquilla, non mai potrà esservi pel nostro popolo alcun progresso sia morale, sia intellettuale, ed esisterà sempre una sorgente permanente di disordini nella società politica e di scisma nella società religiosa! La seconda cagione non dubito d’affermare esser la vicinanza di Francesco II. il popolo teme ed i Preti ne profittano per assicurar loro il suo prossimo ritorno; e però innestano ne’ loro cuori l’odio contro tutte le novelle ionstituzioni» (citata da Elena Sodini, “Il fondo Bevilacqua”, in Scritture femminili e storia a cura di Laura Guidi, Cliopress 2004)