21 giugno 1861
I camorristi-poliziotti «sono gente facinorosa e ladra»
Quanto ai camorristi che l’anno scorso Liborio Romano, attendendosi l’arrivo a Napoli di Garibaldi (e relativo pericolo di saccheggio da parte della plebe e di mobilitazione sanfedista), arruolò come poliziotti, il Questore di Napoli riferisce oggi in un rapporto al ministero dell’Interno che questi «...appartenenti alla camorra portanti il berretto delle Guardie nazionali e armati come sogliono di bastone animato...» sono «gente facinorosa e ladra che si fa pagare dallo Stato un lavoro che non fa...» • Liborio Romano così giustificò nel 1870 (Memorie politiche) quell’arruolamento: «Or come salvare la città in mezzo a tanti elementi di disordini e d’imminenti pericoli? Tra tutti gli espedienti che si offrivano alla mia mente agitata per la gravezza del caso, uno solo parvemi se non di certa almeno di probabile riescita e lo tentai. Pensai di prevenire le tristi opere dei camorristi offrendo ai più influenti capi un mezzo per riabilitarsi. Laonde, fatto venire in casa il più rinomato di essi, sotto le apparenze di commettergli il disbrigo di una mia privata faccenda, lo accolsi alla buona e gli dissi che era venuto per esso e per i suoi amici il momento di riabilitarsi dalla falsa posizione in cui avevali sospinti non già la loro buona indole popolana, ma l’imprevidenza del governo il quale aveva chiuse tutte le vie all’operosità priva di capitali... Improvvisai allora una specie di guardia di pubblica sicurezza come meglio mi riusci a raggranellarla tra la gente più fedele e devota ai nuovi principi ed all’ordine, frammischiai tra questo l’elemento camorrista in modo che anche volendolo non potea nuocere...».