11 agosto 1861
Agli ordini del brigante Pica, i soldati italiani giunti a Pontelandolfo sono tutti trucidati
Il drappello dei 45 (vedi 9 agosto) è giunto a Pontelandolfo e «in prossimità dell’ abitato i soldati cominciano a sventolare fazzoletti bianchi dimostrando lo scopo pacifico della loro venuta... Lentamente dal Piano della Croce si avviano nell’ interno del paese e trovano la migliore soluzione nel rinchiudersi nel giardino della Torre per consumare un pò di pane e di vino e attendere il momento opportuno per ritornarsene. Improvvisamente si odono colpi di fucile e le sentinelle dànno l’ allarme: si scorgono masse di uomini, contadini e briganti accompagnati anche da donne forsennate, che si avvicinano armati con l’ intento, evidente, di accerchiare la Torre. È un atto di provocazione a uscire allo scoperto. I soldati, infatti, escono e, sparando senza colpire nessuno, si dirigono attraverso le Campetelle verso la strada maestra preoccupati di non venire accerchiati e di raggiungere S. Lupo, dove risiede il comandante della Guardia nazionale. Disgraziatamente la manovra non riesce... Non potendo avanzare, prendono la via sottostante per Casalduni. Ma le campane di Casalduni suonano funebremente a stormo e numerosi ribelli e briganti, comandati dal loro capo «generale» Angelo Pica, un massaro del luogo e principale fomentatore della strage, completano l’ accerchiamento dei bersaglieri. I 50 uomini si difendono disperatamente, ma alla fine prevale la turba sanguinaria: sono disarmati, spogliati della divisa, attaccati agli alberi, trucidati...» (leggi qui tutto il racconto di don Rocco Boccaccino).