9 ottobre 1861
Ucciso il brigante Mittica
Dal “Cittadino Armato” nr. 10, uscito oggi: «In data del 30 del decorso mese di settembre leggevasi sulle cantonate di Reggio il seguente dispaccio: Platì, 30 settembre 1861 ore 2 a.m. - Vittoria completa - Mittica ed un compagno morti, altri due feriti gravemente: Mittica morto per mano del luogotenente Pisani e sottotenente Domenico Ferrari. Il primo lo ferì al petto, il secondo nella pancia. Compagno morto per mano del caporale Piano». Mittica è Ferdinando Mittica, da Platì, ex sergente dell’esercito borbonico che s’era unito alle truppe del legittimista catalano José Borjes (vedi 22 settembre). Fu ammazzato dopo lungo inseguimento nei pressi di Natile • «Il Mittica era un sergente borbonico datosi volontariamente alla latitanza per odio al nuovo regime. Nessun delitto aveva compiuto in precedenza e apparteneva a cospicua famiglia ed era stato avviato agli studi ecclesiastici, quando lo sorprese la rivoluzione o lo travolse. La famiglia Mittica esiste ancora nel comune di Platì, e che il famigerato brigante fosse di ceto medio lo dimostra anche il fatto che gli veniva conferito il tradizionale don, prefisso che in Calabria e nel napoletano in genere indica un grado sociale ed un certo censo. Ferdinando Mittica era in odio ai rapaci e pingui proprietari terrieri di Platì che tenevano in uno stato di servitù l’intera popolazione che viveva tra miseria e stenti. Il conte Oliva esercitava lo “jus primae noctis” in una comunità subalterna e gemente. L’unica voce era quella di Ferdinando Mittica, già presente durante i moti del 1847 nel carcere di Ardore assieme a Domenico Carbone, liberati dai rivoltosi al grido di “Viva l’Italia e viva Pio IX”. Dopo il fallimento dei moti del 1847, il Mittica si mise alla testa di una banda di lazzari, diseredati, renitenti alla leva e iniziò a scorazzare sull‘Aspromonte. Ma fu proprio l’amico Carbone a tradirlo, facendolo cadere in un’imboscata nella quale fu ferito a morte» (www.guardavalle.net).