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 1861  dicembre 23 calendario

L’ammirabile devozione della principessa Alice, chiamata sul letto di morte dal principe Alberto

La Gazzetta, Torino 23 dicembre
Leggesi nel Moniteur Universal sotto la data di Londra, 17 dicembre:
«Le provincie si associano al dolore di Londra per la morte del principe consorte […] La Regina sopporta nobilmente il suo dolore e restringe intorno a sé la sua famiglia […] Londra è immersa nel dolore, i magazzini chiusi a metà; il bruno predomina in tutti gli abbigliamenti; sono deserti i teatri, sospesi i ritrovi privati e i pubblici differiti sin dopo le esequie.
La Regina e le principesse stanno per recarsi ad Osborne. Tosto dopo il fatale avvenimento fu inviato un corriere a Brusselle a re Leopoldo, che s’attende oggi giorno. Verrà altresì il principe di Prussia, ma la principessa soffre tanto che non può sopportare il viaggio. Alla Regina dorrà assai tale assenza. Il Paese ammira la condotta della principessa Alice. Lo scorso mercoledì, nel mattino, suo padre se la fece venire presso il letto e non le nascose che sentivasi mortalmente aggravato, al tempo stesso la pregò a vegliare sulla madre di lei, ma senza sgomentarla. Cominciando da tale momento la giovane principessa compiè con ammirabile devozione il doloroso assunto statole affidato dal padre. E quando al mercoledì si annunziò a S.M. che lo stato del principe non lasciava più speranza, negò essa di prestar fede. Tutta la notte del venerdì e la giornata del sabato la Regina e la principessa Alice non abbandonarono più l’ammalato.
Cagionò molta sorpresa la rapidità con cui il principe Alberto ci fu tolto. Bisogna sapere che il principe soffriva da due anni di una malattia organica, che ne aveva rovinato la costituzione. Si attribuisce altresì all’aria di Windsor una certa influenza su tale accidente. Il castello, collocato sopra una collina, è sano, è vero, ma la città è sovente desolata da pericolose febbri, che hanno qualche analogia con quella onde fu colpito il principe Alberto.
La morte del padre imporrà al principe reale nuovi e gravi doveri»