9 novembre 1861
Chiuse le zecche di Bologna, Genova e Firenze
La nuova lira italiana sarà coniata d’ora in poi solo dalle zecche di Torino, Milano e Napoli. Quelle di Bologna, Genova e Firenze e le residue degli ex Stati pre-unitari saranno abolite. La «Regia Zecca di Torino» avrà inoltre il privilegio esclusivo di ideare e realizzare i conii della monetazione. Lo sancisce il Regio Decreto numero 326 del 9 novembre 1861. La sede creativa e il principale stabilimento che provvederà alle monete del Regno sarà quello torinese di via della Zecca, futura via Verdi, erede di un’esperienza plurisecolare. Il suo gabinetto d’incisione è diretto da Giuseppe Ferraris. Figlio di un impiegato all’ambasciata austriaca, apprese il mestiere dal medaglista milanese Luigi Manfredini. Conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera, fu quindi chiamato alla Zecca di Torino dal suo capo incisore, Amedeo Lavy, l’artefice del famoso Marengo d’oro della Repubblica Subalpina. Ferraris diverrà il suo successore, per ideare le monete di Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Ma il primato di Torino durerà poco. Il Regio Decreto numero 5527 il 17 febbraio 1870 assegnerà a Milano il ruolo di unica zecca del Paese. Finché verrà presa Roma, dove sarà trasferita l’attività di coniazione, valendosi anche del contributo dell’ex zecca pontificia. Infine, con la legge 330 del 28 giugno 1892, anche la Zecca di Milano sarà soppressa, per concentrare ogni competenza in quella romana (Maurizio Lupo, 9/11/2011).