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 1861  settembre 17 calendario

Gli italiani combattono anche nella guerra civile argentina

Il Colonnello Passanti-Pelloni, uno dei Mille di Garibaldi, oggi viene fulminato da una pallottola, mentre cerca d’impadronirsi della bandiera nemica. Non si trova in Italia, ma in Argentina. È una delle «camicie rosse» che non hanno voluto o potuto entrare nel neonato esercito italiano. Chi di loro non ha ritenuto opportuno tornare a casa, ha offerto il proprio valore all’estero. Passanti-Pelloni è caduto alla battaqlia di Pavon, nella provincia di Rosario Santa Fé, combattuta fra l’armata dello «Stato di Buenos Aires», comandata da Bartolomé Mitre, e «l’Esercito nazionale» della «Confederazione Argentina», guidato da Justo José de Urquiza. È una guerra civile. Con Mitre si è schierata anche la «Legione Italiana». L’hanno fondata nel 1852 il colonnello Silvino Olivieri e il maggiore Edoardo Clerici. Inquadra 350 uomini, tutti liguri. Ex garibaldini l’hanno rinforzata nel 1861. Inalberano una bandiera con i colori argentini, bianco-azzurri, arricchiti da una sciarpa verde, in omaggio al tricolore italiano. Si sono battuti con valore, tanto da meritare il titolo di «Legione Valiente». Al rio Pavon, guidati all’attacco dal maggiore genovese Chiarione, hanno catturato 14 cannoni e 400 prigionieri. Lo scontro è stato decisivo. La vittoria dell’armata di Mitre segnerà la fine della «Confederazione Argentina» e l’incorporazione della provincia di Buenos Aires nello stato argentino unificato, di cui diverrà territorio egemone (Maurizio Lupo, La Stampa 17/9/2011).