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 1861  novembre 07 calendario

A Biella le prime foto segnaletiche dei pregiudicati

Si scattano a Biella le prime foto segnaletiche per schedare i pregiudicati. Succede quasi per caso, oggi. È mattina quando i Regi Carabinieri giungono nella farmacia del dottor Giuseppe Masserano, che si diletta anche di fotografia. I militari fanno entrare con loro un giovane in manette. Sorpreso a rubare, è stato arrestato, su ordine del Procuratore del Re e del competente giudice istruttore. Anche loro sono presenti. Vogliono che il reo sia fotografato, perché si rifiuta di dire le proprie generalità e di spiegare da dove venga. Masserano, che in futura società con Graziano Cappellaro diverrà un noto fotografo, è stupito. Accetta comunque di fotografare il ladro, in piedi, di faccia e di profilo. Non è la prima volta che la giustizia usa la fotografia per i suoi fini. Ma per lo più finora ha fatto ritrarre briganti catturati o fucilati per pubblicizzare la loro esecuzione, per incutere timore ai delinquenti. Questa volta è diverso. La foto del ladro serve a segnalarlo a fini investigativi, per farlo riconoscere da eventuali vittime di altre sue imprese. Senza identificazione è difficile incriminarlo. Ma convocare testimoni richiede spese e tempo. Lo Stato vuole ridurli. Invierà le foto a tutti coloro che hanno sporto denuncia di furti in zona, quindi la schederà. L’espediente funziona. Il giovane, alle strette, confessa e si dichiara. Il che fa ritenere «questo metodo come ideale per rubricare i birboni matricolati» (Maurizio Lupo, La Stampa 7/11/2011).