19 settembre 1861
L’ Italia unita scopre di avere pochi pompieri e male organizzati
L’ Italia unita scopre di avere pochi pompieri, male organizzati e di pagarli male o niente. Il problema è di attualità giovedì 19 settembre 1861, quando periodici della penisola rilanciano l’allarme suscitato dalla «Gazzetta del Popolo» sul rischio incendi in Torino Capitale. Nella prima città del Regno «la compagnia operai Guardie del Fuoco è insufficiente per numero e per difettosa organizzazione». Annovera solo 64 uomini, «fra effettivi e aspiranti volontari». Per di più «le Guardie non sono accasermate. Ciascuna abita nella parte della città che le conviene. E vanno al lavoro sparse in diverse parti. Di qui deriva la difficoltà di riunirle prontamente in occasione di incendi». Inoltre, sia a Torino sia nelle altre città del Regno, a provvedere ai bisogni dei pompieri sono i Municipi, «che si organizzano come possono, in virtù delle risorse economiche disponibili». Il governo prende atto anche di carenze normative. Ogni Municipio ha le sue e sovente non sono buone. A Torino le «Guardie del Fuoco» non ricevono che un «tenue soldo giornaliero dall’amministrazione civica». Sono pagate a cottimo, in base ai servizi che rendono ogni qual volta intervengono su un incendio. Ma il Municipio addebita metà delle spese al proprietario della casa incendiata e l’altra metà all’inquilino. Così succede che questi «per risparmiare, allo scoppiare di un incendio, tentano di spegnerlo con ogni mezzo da soli prima di chiedere il concorso delle Guardie» (Maurizio Lupo, 19/9/2011)