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 1861  settembre 15 calendario

Apre a Firenze, nell’ex stazione Leopolda, l’Esposizione Nazionale

Hanno lavorato l’intera notte a Firenze per mettere a punto la prima «Esposizione Nazionale delle Arti e delle Scienze d’Italia», allestita all’ex stazione «Leopolda». Appare ora come un grande tempio greco, con atrio colonnato e le statue delle arti sul timpano, imbandierato di tricolori. Alle ore 11 di domenica 15 settembre 1861 giunge a inaugurarla Vittorio Emanuele II. Due ali di folla fanno largo alla carrozza scoperta del Re, preceduta da cavalleggeri. Il Marchese Ridolfi, presidente dell’Esposizione, accoglie il sovrano, accompagnato dalla figlia Clotilde, dal principe Eugenio, dal presidente del Consiglio Ricasoli, dal ministro Cordova e dal generale De Sonnaz. Sono presenti gli ambasciatori di Turchia, Danimarca e Portogallo, senatori, deputati e un «selezionato pubblico», che per essere invitato ha pagato 5 lire a testa, pari a 22 euro. Nell’atrio interno è stato allestito un «salone del trono», con emiciclo di tribune. All’apparire di Vittorio Emanuele un’orchestra intona «Il saluto al Re», composto dal «professor Ciardi». Poi pochi e brevi discorsi. Il Re non li ama. «L’Italia - declama Ridolfi - è ridente nel mostrare a Sua Maestà i prodotti della sua industria». «Sono lieto - replica Vittorio - d’inaugurare questa esposizione a Firenze, culla di arti e scienze». E poi? Basta. La Soprano Marietta Piccolomini intona l’inno «La Croce di Savoia» del prof. Giosue Carducci, musicato dal maestro Romani. Figuravano in posto d’onore il principe Antonio Bonaparte e la sua consorte. La sera banchetto a Corte. Il Re mentre lasciava il palazzo ha detto: «Domani torno da solo a vedere il resto» (Maurizio Lupo, 15/9/2011) • «Partito il Re col suo seguito, tutta l’infinita gente raccolta nel palazzo dell’Esposizione spargevasi da ogni parte per esaminare i prodotti del suolo e dell’ingegno italiano, e spesso udivasi esprimere in varie forme questo concetto: Se l’Italia divisa e oppressa da secoli ha potuto far tanto, che cosa non farà ella libera e unita?» (Gazzetta ufficiale del Regno, riferendo le cronache del Monitore toscano, 17/9)