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 1861  luglio 27 calendario

Perché i contadini meridionali si arruolano con i briganti

A seguito di scontri «con briganti provenienti dallo Stato della Chiesa» la Guardia Nazionale entra in possesso «degli ordini impartiti ai banditi arruolati a Roma». Sono «istruzioni di guerriglia». Dicono «di non attaccare mai per primi e di fuggire quando si è attaccati». La «missione loro assegnata dai nemici d’Italia è di tenere sempre agitate le province del Meridione, saccheggiando questo o quel paesetto, ma fuggendo al momento di dover sostenere qualche scontro». Testimoni delle incursioni, interrogati dai Carabinieri, spiegano che «le bande sono formate da 10 o 12 armati di professione, che vanno ad istigare i contadini, promettendo tre volte la paga che percepiscono come braccianti, più i proventi del saccheggio. Nascono così le improvvise formazioni che raggiungono anche i 500 uomini, in distretti che fino a pochi giorni prima erano minacciati da pochi malviventi. Giunge la forza pubblica? Dopo lo scontro la banda scompare e incontrate solo contadini che lavorano mansueti. La dozzina di briganti che avevano servito come nucleo di formazione sono già risaliti in montagna, pronti a ricominciare, certi di poter ritrovare aderenti per i saccheggi». Forte di queste informazioni, il generale Cialdini invita la Guardia Nazionale «a rendere più motivante, con le buone o con le cattive, l’arruolamento al servizio regio, per sottrarre forze alla reazione» (Maurizio Lupo, 27/7/2011).