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 1861  ottobre 28 calendario

Il Papa restituisce a Torino quattro bersaglieri rapiti dai borbonici

Lo Stato della Chiesa libera e restituisce al Regno d’Italia quattro bersaglieri, sconfinati in territorio pontificio e presi prigionieri. Si ricompone così, dopo lunghe trattative, una tensione che ha creato attriti fra la Santa Sede e Torino, ma anche fra il governo italiano e quello francese, che protegge il Pontefice. I quattro militari erano stati catturati da armati forse al servizio del deposto Re di Napoli Francesco II, in esilio a Roma. Condotti a Viterbo, erano stati consegnati alle autorità francesi. Quelle italiane avevano protestato, dicendo che i bersaglieri erano stati «rapiti apposta dai banditi di Francesco II», per mettere in imbarazzo Francia e Italia alleate. Il generale Cialdini aveva già messo in guardia contro possibili imboscate, organizzate dai borbonici per fare prigionieri, da scambiare con propri uomini incarcerati in Italia. Con i quattro bersaglieri il gioco pareva riuscito. Il generale Goyon, comandante delle truppe francesi a Roma, aveva osato proporre uno scambio con altrettanti prigionieri borbonici. La richiesta aveva indignato le truppe sabaude, che dalla proclamazione del Regno d’Italia non riconoscono più i resistenti borbonici come combattenti regolari. Li ritengono «banditi e basta». Pertanto l’ipotesi di uno scambio con militari italiani era stata giudicata un’offesa, denunciata a Parigi (Maurizio Lupo, La Stampa 28/10/2011).