30 giugno 1861
Appare in cielo una cometa che si vuole intitolare a Cavour
All’alba la Terra attraversa la lunga e luminosa scia di una cometa, già avvistata il 13 maggio da un agricoltore che vive dall’altra parte del mondo. Si chiama John Tebbut. Ha 27 anni e abita in una città vicino a Sydney, Australia. È un appassionato «astrofilo». Con un cannocchiale marino è riuscito ad avvistare una stella sfocata. Controllate le carte celesti, si è accorto che in quella posizione non c’era nessuna nebulosa. Il 21 maggio l’ha riconosciuta come una cometa. Nell’emisfero settentrionale terrestre è apparsa la sera del 29 giugno, luminosa come il pianeta Venere, con una scia lunga 180 milioni di chilometri. La notte del 30 giugno è avvistata a Torino dall’astronomo Giovanni Plana. «Il nucleo - racconta - è ben terminato. Appare grande come il disco di Giove. Si vede pure, dalla parte opposta alla coda, la cosi detta “aigrette”, ossia il pennacchio somigliante a quello che sta sulla testa degli uccelli denominati Aironi». L’avvistamento eccita la fantasia popolare. Associa la cometa su Torino «come un segno dell’anima del Conte di Cavour che sale al cielo». L’evento susciterà stampe con il volto di Cavour che emerge nella luce siderale dell’astro, segno di buon presagio per il futuro d’Italia. «La Gazzetta del Popolo» il 3 luglio proporrà di chiamarla «Cometa di Cavour». Percorre un’orbita periodica, che compie in 408 anni. Si rivedrà nell’anno 2269 (Maurizio Lupo, La Stampa 30/6/2011)