18 giugno 1861
Ponza di San Martino vuol punire le pigrizie degli impiegati napoletani
Il conte Ponza di San Martino, luogotenente di Re Vittorio Emanuele II a Napoli, ha deciso di stroncare di persona l’assenteismo negli uffici dell’ex capitale borbonica. Lo rende noto il quotidiano «La Nazione» oggi. «Il luogotenente vuole mostrare una giusta severità cogli impiegati che mancano al loro dovere». Pertanto «molti della magistratura, dell’amministrazione civile, per varie mancanze e per non essersi portati alle loro destinazioni hanno perso l’impiego». Il quotidiano racconta di «sopralluoghi fatti di persona dal San Martino, il quale se ne va soletto di qua e di là e piomba all’improvviso nei ministeri, nelle amministrazioni, nei caffè e in mezzo al basso popolo, del quale ama sentire le opinioni. In tal modo ha potuto conoscere la verità di molte cose e dettare i rimedi opportuni». «Faranno mettere senno - nota il giornale - a quegli fra gli impiegati che credono ancora essere nei beati tempi borbonici, in cui le alte protezioni, o il dispendio di qualche piccola somma per regali ai capi di dipartimento, bastavano per trasgredire impunemente al proprio ufficio». Viene anche sottolineata la «soverchia lentezza nel disbrigo degli affari. Per ottenere una decisione, una risposta ad una domanda, un ordine di pagamento in Tesoreria ci vogliono settimane. Quel che è certo è che tale tardanza pare eredità del governo borbonico che ad arte, per estorcere doni, era lentissimo» (Maurizio Lupo, La Stampa 18/6/2011).