15 novembre 1861
Libri di testo uguali per tutti
«Signor Ministro della Pubblica Istruzione, noi genitori degli studenti tecnici, la invitiamo ad adottare manuali e libri identici in tutte le scuole del Regno, conformi ai programmi scolastici deliberati il 24 novembre 1860. Perché l’impiego di testi differenti da scuola a scuola, mutati sovente di anno in anno, rappresenta per noi un aggravamento pesante delle spese che affrontiamo per offrire un domani ai nostri figli». Tanto chiede una petizione inviata al Governo da decine di famiglie torinesi. Chiedono che «non si facciano spendere inutilmente ogni anno denari raccolti da poveri padri con gran fatica». Ricordano inoltre che «quando una famiglia è costretta a cambiare residenza per ragione di commercio o di impiego, i suoi figli trovano nella nuova scuola altro sistema, altro dettato, libri del tutto diversi». Chi non ha mezzi per acquistarli deve affidarsi agli appunti presi dei nuovi compagni di scuola, «che non è affatto detto che siano sempre precisi». Pertanto viene formulata una proposta: «Si pubblichino testi uniformi per materie in tutto il Regno d’Italia [...] Intanto, Signor Ministro, scelga in via provvisoria quello fra gli esistenti più valido e accessibile a ogni borsa» (Maurizio Lupo, La Stampa 15/11/2011)