6 settembre 1930
Il teologo Bonhoeffer negli Stati Uniti
Il teologo Dietrich Bonhoeffer è partito per gli Stati Uniti, dove resterà dieci mesi. «“Ma qui, negli Stati Uniti, esiste ancora il Cristianesimo? Non ha alcun senso aspettare dei frutti dove la Parola di Dio non è più predicata”. In apparenza, si parlava di tutto; ma c’era solo una cosa di cui non si parlava, cioè del Vangelo di Gesù Cristo, della croce, del peccato e la remissione dei peccati, della morte e la vita. Non esisteva una teologia: si imbastivano chiacchere inconsistenti, senza il minimo fondamento oggettivo. Gli studenti non avevano cognizioni dogmatiche: si imbevevano di frasi su liberalismo e umanesimo, parlavano di idealismo etico e sociale, di progresso cristiano, senza che ci fosse la minima traccia della figura viva del Cristo. Ma proprio lì, in America, dove Cristo sembrava scomparso, Bonhoeffer scoprì un segno vivissimo della sua parola: nelle chiese dei negri, dove sentì predicare con forza il Vangelo vissuto. Amava moltissimo gli spiritual: andava ad ascoltarli ad Harlem; poi comprò le incisioni dei canti che lo avevano affascinato e le fece conoscere ai suoi amici europei. Lì ritrovò la voce della Bibbia e di Lutero» (leggi qui l’articolo di Pietro Citati).