il Fatto Quotidiano, 14 aprile 2015
Qualcuno fermi Samantha Cristoforetti. Twitta in diretta con Fabio Fazio, posta foto della Terra vista dallo spazio, linka canzoni di Youtube, si collega col Festival di Sanremo, e tutto in assenza di gravità e viaggiando a 28 mila chilometri orari. E ti pare che lo storyteller Renzi si faceva scappare l’occasione di dialogare “in videochat” con @astrosamantha, come si chiama l’astronauta su Twitter?
Twitta in diretta con Fabio Fazio durante Che tempo che fa, posta foto della Terra vista dallo spazio, linka canzoni di Youtube, si collega col Festival di Sanremo per farsi intervistare da Carlo Conti, e tutto in assenza di gravità e viaggiando a 28 mila chilometri orari. Samantha Cristoforetti, “la prima donna italiana nello spazio”, ci manca solo che duetti con Jovanotti e cucini con la Clerici. E ti pare che lo storyteller Renzi si faceva scappare l’occasione di dialogare “in videochat” con @astrosamantha, come si chiama l’astronauta su Twitter?
Aveva già provato a rivendersi la missione come un effetto della #voltabuona a novembre, al lancio della navicella: “Tutta Italia guarda al volo di @AstroSamantha con felicità e trepidazione. Orgogliosi della prima italiana nello spazio!”, e pareva che grazie alle sue riforme l’Italia fosse già diventata un Paese progreditissimo e sapiente di anni-luce e precessione degli equinozi; poi l’aveva nominata al Cremlino durante il colloquio con Putin, che a sentire accostati, come nei totalitarismi d’antan, donne e spazio, ha avuto l’unico guizzo dell’incontro.
Ma l’altro giorno, in un video un po’ inquietante da regime sovietico sotto Olimpiadi, Renzi – ripreso di faccia, troppo truccato, e di spalle, seduto davanti a un televisore – si è collegato con lei da Palazzo Chigi, ufficializzando la benedizione sua e del governo alla missione dell’Agenzia spaziale europea, che peraltro è quasi finita. Da cinque mesi Samantha compare in video fluttuante tra computer, cavi, circuiti, pupazzi e bandiere, quindi l’effetto futurologico era un po’ sgonfiato. Di lei poi sappiamo già tutto: che mangia cibi sottovuoto, corre sul tapis-roulant, parla cinque lingue e soprattutto twitta molto – e qui Matteo non lo frega nessuno, infatti ci è tornato sopra una manciata di volte. Insomma la strada era un po’ in salita. “Capitano buongiorno”, ha esordito, “è un piacere vederla dopo averla seguita su Twitter”, appunto. “Tutto quello che fate è molto interessante”, ha detto tenendosi basso. Lei, che è davvero simpatica e ha negli occhi quella luce che è solo dei mistici e degli iper-laici, risponde con frasi perfette e sintassi oliata. Lui, affaticatissimo, tira fuori il “capitale umano” e “l’orgoglio italiano”, poi pesca nell’immaginario di una generazione cresciuta coi giornaletti di fantascienza: “Come si corre senza gravità? Come ci si taglia i capelli?” e, addirittura, “Qual è l’esperimento che le è piaciuto di più?”. Lei gli parla di cellule, nanoparticelle, microgravità, ultrasuoni; lui fa l’espressione attenta, poi sfodera la sua spigliatezza da animatore di villaggio vacanze: “Un po’ di cibo italiano le manca?”. Solo a fine intervista, quando non sanno più che dirsi, Matteo trova il bandolo della video opportunity: l’innovazione e i progetti europei. “È importante costruire il futuro”, fa lei giustamente, “ogni euro investito nelle tecnologie spaziali ha un ritorno altissimo sugli investimenti”.
Giusto. Costruire il futuro. Musica per le orecchie di Renzi, che del futuro ha fatto il mastice di tutti i suoi slogan, ma poi, lungi dal costruirlo, lo demolisce, visto che, secondo Il Sole 24 ore, sta per tagliare 400 milioni di euro alla ricerca. Ma, incurante dell’aporia, annuncia: “I ragazzi devono tornare a pensare che l’Italia non è soltanto un posto con un meraviglioso passato ma un futuro ancora più meraviglioso”, perciò, la butta lì, “abbiamo bisogno di lei quando tornerà giù”. “Sono a disposizione”, ha promesso lei, gettando nel terrore l’intero mondo scientifico, che al pensiero di vederla in tour per le scuole davanti a bambini plaudenti che cantano le lodi del Signore di Firenze, sta pensando di lasciarla in orbita fino alla fine della legislatura. Così l’inventore del Jobs Act e della Buona Scuola, idee fantastiche che però al mondo reale non piacciono, ha cercato di assimilarsi Samantha, una che “non chiacchiera” ma cambia l’Italia, servendo al grande pubblico la retorica del governo che valorizza la cultura e le competenze, specie femminili. Certo non può andare a raccontarla ai ricercatori e agli scienziati, costretti a vivere e a lavorare con sempre meno risorse.
“Orgogliosi del Capitano @AstroSamantha Buon lavoro!”, ha ribadito poi nel suo parlamentino personale dopo la videochat, suggellando l’intesa. E lei due giorni dopo, assecondando la retorica stucchevole e poco illuminista che l’ha ingurgitata, ha restituito la cortesia, occupandosi di una vicenda molto terrena: “Tra poche settimane inizia @Expo2015Milano. Siete pronti ad incontrare il mondo a Milano?”. Prontissimi, tocca vedere se Expo è pronta a incontrare noi. Intanto il Pd offre biglietti scontati a chi si iscrive al partito. Ecco, ci mancherebbe che lei, che è così brava coi social network, diventasse una ministra renziana.