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 2015  febbraio 25 Mercoledì calendario

Kiev è in ritardo con i pagamenti, Gazprom minaccia di interrompere le forniture di gas all’Europa. E già da domani i flussi potrebbero bloccarsi

Già da domani l’Europa potrebbe perdere le forniture di gas dalla Russia. Sono i vertici di Gazprom a lanciare l’avvertimento, dopo l’esplodere dell’ennesima disputa sui pagamenti con l’Ucraina. «Kiev non ha effettuato per tempo un nuovo versamento anticipato e le restano solo 219 milioni di metri cubi di gas prepagato», ha dichiarato Alexei Miller, il numero uno della società russa. «Le sue forniture termineranno tra soli due giorni, il che solleva seri rischi per il transito di gas verso l’Europa».
Il pomo della discordia stavolta è il metano che Mosca ha deciso di inviare «per motivi umanitari» – ma a spese di Kiev – ai separatisti filorussi delle regioni di Donetsk e Lugansk. L’ucraina Naftogaz rifiuta di vedersi addebitare forniture su cui sostiene di non avere più alcun controllo e fa i conti diversamente, denunciando che da domenica riceve da Gazprom meno della metà dei volumi richiesti, in violazione degli accordi sottoscritti a ottobre con la mediazione della Commissione europea:?accordi in scadenza a fine marzo, ma che si sperava fossero sufficienti quanto meno per evitare un’altra crisi del gas nel cuore dell’inverno, come nel 2006 e poi di nuovo nel 2009.
Da Bruxelles arrivano parole rassicuranti. «Per il momento i flussi di gas verso l’Unione europea sono normali e ci aspettiamo che il transito non sia compromesso», ha detto la portavoce dell’esecutivo Anna-Kaisa Itkonen. Non risulta tuttavia che siano state avviate ulteriori forme di mediazione tra le parti.
Un eventuale stop delle forniture russe via Ucraina oggi provocherebbe ripercussioni molto più limitate rispetto al passato. La stessa Kiev ormai riesce a soddisfare circa due terzi del suo fabbisogno con gas autoprodotto o importato da paesi europei. I paesi Ue hanno rafforzato le interconnessioni tra i gasdotti. Inoltre possono ricevere gas russo anche attraverso il Nord Stream, bypassando l’Ucraina. Quest’inverno d’altra parte gli stoccaggi sono stati consumati più in fretta del solito:?secondo i dati Gie sono pieni al 39,2% (46,7% in Italia). Il crollo del petrolio trascina infatti al ribasso, con effetto ritardato, anche i prezzi del gas acquistato con contratti di lungo termine, come quelli di Gazprom. Molti acquisti sono quindi stati rinviati. Da altre fonti, come l’Olanda e la Norvegia, le forniture si sono intanto ridotte per motivi tecnici. E su Algeria e Libia si può contare fino a un certo punto.