La Domenica del Corriere, 31 gennaio 1904
Il nuovo impianto di Bruxelles per incenerire le immondizie
La città di Bruxelles ha inaugurato da poco un notevole impianto che rappresenta un nuovo progresso igienico in una città in cui le prescrizioni intese a salvaguardare la salute pubblica sono osservate come in pochissime altre. Si tratta di un’officina per incenerire le immondizie.
Fino ad oggi queste venivano semplicemente ammucchiate a qualche chilometro dalla capitale e poscia vendute agli agricoltori. Ma è agevole immaginare quanto fosse insalubre l’effetto della fermentazione di tutte quelle migliaia di metri cubi di rifiuti, e quanto spazio andasse perduto per essi.
Gli agricoltori acquistavano solo in piccole quantità ed a bassissimo prezzo tale concime, efficacissimo sì ma altrettanto impuro. E così si agglomeravano delle vere montagne di immondizie che potevano servire soltanto a sterrare i bassifondi e le paludi. Il prodotto della vendita bastava a pena a coprire le spese di trasporto.
Col nuovo procedimento, invece, non soltanto ha cessato di esistere il colossale deposito di materie in decomposizione; ma si giunti a recuperare gli elementi combustibili contenuti nei detriti stessi, ad utilizzare il calore sviluppato dalla combustione, nonchè i residui innocui che questa lascia dietro di sè ad operazione compiuta. Tali interessanti risultati si ottengono col mezzo dei forni Horsfall, che funzionano già in numero abbastanza rilevante in parecchie località inglesi ed americane; crediamo però questa sia questa la prima volta che essi vengono impiegati in un centro così popoloso ed importante come la città di Bruxelles. Certo è questo l’impianto più considerevole di tutto il continente europeo.
Il fumo proveniente dalla combustione delle immondizie passa pel focolare di due caldaie che forniscono il vapore a due macchine verticali di 100 cavalli. Ognuno degli anzidetti motori a vapore aziona una dinamo elettrica.
La corrente prodotta da queste dinamo viene adoperata a parecchi usi diversi. Essa serve anzitutto ad alimentare dieci lampade ad arco ed una serie di lampade ad incandescenza, ad azionare un ventilatore elettrico, due ponti giranti lunghi 15 metri e provvisti ciascuno di tre elettromotori. Ognuno di tali motori è impiegato ad una data manovra del ponte.
Oltre ai già citati apparecchi, la corrente aziona quattro ventilatori pei forni e due elettromotori pel tritamento e la cernita delle scorie ritirate dai forni stessi. L’edificio ove si trovano queste ultime macchine è interamente costruito in cemento armato.
La nuova officina è stabilita accanto allo stabilimento di deposito del fango stradale, in guisa da raggruppare tutti i servizi inerenti alla nettezza pubblica.
L’impianto d’incenerimento propriamente detto occupa 4770 metri quadrati. Lo scabino, o assessore dei lavori pubblici di Bruxelles, dal quale dipendono queste operazioni, dichiarò in una recente seduta del Consiglio comunale, che in questo momento si sta studiando il mezzo di far servire la corrente elettrica, prodotta dai detriti così trattati, non solo alla illuminazione ed alla forza motrice dello stabilimento, ma altresì ad illuminare tutto un quartiere della città.
Allora dell’impianto dell’officina fu molto discussa la questione degli inconvenienti che avrebbe presentato il fumo svolgentesi dal fumaiuolo dello stabilimento. Le opinioni erano molto divise. Allo stato delle cose, sebbene il fumaiuolo misuri 50 metri di altezza, molti si lagnano della lieve quantità di fumo che ne esce e soprattutto del pessimo odore dei gas sviluppati; e già si stanno studiando diversi perfezionamenti. Certo che, se fosse stato aggiunto all’officina un impianto pel recupero del fumo col sistema Tobianski, già descritto nella Domenica del Corriere, quello stabilimento sarebbe stato addirittura impeccabile. Forse tale annessione verrà decisa tra breve; ciò che farà dell’impianto di Bruxelles il nec plus ultra in fatto di utilizzazione igienica delle immondizie.