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 1878  gennaio 17 calendario

La quasi solitudine per le strade da cui passava il corteo

«Funerali di Vittorio Emanuele II. Il convoglio sfilò due ore dinanzi al balcone dove mi trovavo al Palazzo Simonetti (Corso). Si era proibito di erigere palchi sulle piazze, e s’impedì anche alla gente di affollarsi nelle vie: donde la quasi solitudine per le strade da cui passava il corteo. Il funerale riuscì, come ogni cosa puramente ufficiale, freddissimo. In nessun viso si leggeva il dolore. Le rappresentanze ciarlavano. Al passaggio del feretro pochissimi si scoprivano il capo. - La via percorsa dal corteo era chiusa dai due lati da una siepe di soldati. Precedeva un campione di tutte le armi - cavalleria, fanteria, artiglieria, bersaglieri, alpini, marinai, guardie marine, collegi militari - poi, i municipi di Torino e di Roma - poi la magistratura (toghe nere e rosse rappezzate, e di tutte le gradazioni di colore - faccie in generale briccone) con a lato i mazzieri - poi moltissima ufficialità- rappresentanze dei ministeri circondate da uscieri - quindi i deputati e i senatori in massa - quì la truppa presentò le armi - poi scarso clero con una crocettina - niente frati - e i principi stranieri in grande uniforme tra i quali si distinguevano il germanico Fritz e il principino di Portogallo in monturina di cavalleria. - Erano circondati da corazzieri a piedi e dagli staffieri regi in livrea rossa e colle torcie in mano. Seguiva il carro coperto di fiori; lo stesso carro, dicevasi, che aveva servito pei funerali della moglie e della madre di Vittorio. Dopo il carro, il gran scudiero colla spada del re. Dietro il carro, Correnti in uniforme di ministro, reggendo su un cuscino rosso posato sulla pancia e attaccato con cordicelle alle spalle la corona ferrea. Pareva un baronetto colla cassetta della merceria; la casa civile e militare del re e il vecchio cavallo di Vittorio. Dietro ancora le rappresentanze municipali - i corpi scientifici - gli studenti - le società ecc. - Mancava Garibaldi» (Carlo Dossi Note azzurre Adelphi, Milano 2010).