16 settembre 1861
Si sposa Maria Immacolata di Borbone, sorella di Francesco II.
Papa Pio IX benedice in Vaticano il matrimonio dell’arciduca Carlo Salvatore d’Asburgo-Toscana con la principessa Maria Immacolata, sorella del deposto Re Francesco II di Borbone. Lei, fuggita da Napoli, dal 1860 vive al Quirinale. Carlo, nato a Firenze, dal 1859 è ufficiale a Vienna. Le loro nozze riuniscono a Roma esponenti di tutte le corone filo austriache «spodestate dal Regno d’Italia». La sposa è molto bella. L’imperatrice Elisabetta d’Austria, la famosa «Sissi», ha inserito la sua foto nell’album dove colleziona le immagini delle più avvenenti donne d’Europa. Ma Maria, come ricorda il Pontefice, è soprattutto «pudica e riservata». Detesta le feste, ama il cucito e ritiene che il principale compito di una donna sia la maternità. Il suo futuro secondogenito, Francesco Salvatore, si innamorerà della figlia più giovane di Sissi, la principessa Maria Valeria, che gli donerà dieci figli. Ai valori della famiglia il Papa dedica il discorso che pronuncia alle nozze. A un’assemblea di teste coronate, ormai senza trono, parla «di vincoli voluti da Dio, che nessuno ha il diritto di violare». Condanna «chi pretende di sovvertire l’ordine costituito, sancito dalla Grazia Divina». E’ una palese allusione al Regno d’Italia, che ha travolto i prìncipi presenti e che vorrebbe strappare Roma al Papa-Re. «Ma gli empi non prevarranno» assicura Pio IX, nel «beneaugurare» a sposi e convenuti «il ripristino dei loro diritti» (Maurizio Lupo, La Stampa 16/9/2011).