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 1984  dicembre 24 Lunedì calendario

Sul Rapido 904, dieci le vittime identificate

• Alle 00.14 da Bologna e Firenze giunge conferma che tutti i feriti sono stati prontamente ricoverati, che i viaggiatori del treno hanno raggiunto la stazione di Bologna e che la carrozza che ha subito l’esplosione è stata raggiunta da un gruppo consistente di soccorritori. In galleria restano soltanto le vittime dell’attentato. La cifra esatta dei morti non si conosce ancora, si sa soltanto che sono parecchi.
• Alle 0.30 il bilancio dell’attentato appare sempre più tragico e pesante. Molte salme hanno già raggiunto l’obitorio di Bologna, mentre si contano una cinquantina di feriti. I soccorsi possono giungere soltanto da Bologna [Sta 24/12/1984].
• Alle 4.44 al binario 5 della Stazione centrale di Milano arriva l’espresso 506, Lecce-Milano, che ha raccolto gran parte dei viaggiatori del convoglio della strage. Parenti e amici gli aspettano sulle banchine dalle 21[Sta 25/12/1984].
• Alle 4.47 la carrozza della strage entra lentamente nella stazione di San Benedetto Val di Sambro. Gli uomini, in attesa sul terzo binario sono pietrificati da una patina di gelo e silenzio. «Se il treno si incendiava – spiega il capostazione Roberto Mattei – nessuno sarebbe uscito vivo, la galleria sarebbe diventata una fornace impraticabile per giorni e giorni. Se il treno deragliava non so quanti morti avremmo trovato» [Rep. 25/12/1984]
• Gianclaudio Bianconcini, conduttore di coda del treno, è al suo ultimo viaggio in servizio. «Sì, mi considero un miracolato. Ora sono in pensione». È stato lui, assieme ad altri passeggeri ad organizzare i primi soccorsi.
• Alle 9.50 circa Ordine nero minaccia nuove azioni: «Mettiamo un’altra bomba» [Rep 25/12/1984].
• Alle 10 alla redazione romana di Paese Sera un’altra chiamata: «Qui Organizzazione guerriglieri islamici. Rivendichiamo l’attentato fatto contro il rapido 914» [Rep 25/12/1984].
• Alle 12.36 la magistratura ha finito il sopralluogo, subito dopo anche la Digos ha dato il suo benestare per liberare la galleria dagli ultimi rottami delle carrozze sventrate dallo scoppio. Alle 12.56 è partito dalla piccola stazione di Vernio il carrello che ha caricato i rottami.
• Alle 16.35, ultima telefonata in ordine di tempo. Un uomo che si definisce un amico, dice: «Non si tratta affatto di trame politiche, si tratta di mafia: La bomba non era a tempo, ma telecomandata. Per ora non possono aggiungere altro» [Rep 25/12/1984].